Il bilancio della Sicilia di Crocetta: tagli per tutti (anche al Banco Alimentare), ma non per il presidente

Pesanti i tagli al welfare e al terzo settore. Mentre si rimpinguano le spese per gli uffici di presidenza. Il Governatore: «Si tratta di un bilancio innovativo»

Dopo il Bilancio lacrime e sangue, con tagli da circa 1,3 miliardi di euro, su cui già si sono scatenate le polemiche, il governatore Rosario Crocetta, prima di partire alla volta di Roma per il voto del nuovo capo dello Stato, il 16 aprile ha depositato all’Assemblea regionale siciliana un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità 2013. Una manovra da 2,12 miliardi di cui 2,11 sono i fondi destinati a coprire le voci escluse nel Bilancio, generando così un saldo positivo netto di 12,4 milioni di euro.

WELFARE E LAVORO. Le principali proteste riguardo al Bilancio si sono immediatamente sollevate sui tagli alla cultura, alle associazioni anti-racket, al turismo, alla scuola e alle forme di welfare che contribuiscono a sorreggere la Sicilia in questa fase di crisi, spesso messe in campo dal terzo settore. I tagli però al welfare sono quelli più drammatici. Al momento, sono soppressi del tutto i fondi a realtà come Banco Alimentare (che da solo in Sicilia assiste circa 300 mila persone), come quelli al Banco delle opere di carità. La voce “soppresso” attualmente accompagna moltissime realtà: i contributi all’unione ciechi, alle associazioni di volontari e familiari che assistono i talassemici, e a quelle che assistono i malati oncologici, ai centri di aiuto alla vita ma anche agli interventi per la procreazione assistita (passano da 500 mila a 167 mila i contributi alle famiglie meno abbienti per la tutela della maternità e della vita nascente), ai centri di prima accoglienza per le donne vittime di violenza, alle associazioni che si occupano di emigrazione, i buoni socio-sanitari per le famiglie con anziani non autosufficienti o disabili gravi (e reintrodotto un fondo da appena 15 mila euro per l’occupazione dei disabili).

«UN BILANCIO INNOVATIVO». Crocetta ha respinto le accuse di “macelleria sociale”, e secondo lui «si tratta di un bilancio innovativo all’insegna della solidarietà, in difesa della povertà e di ammodernamento della spesa». Ridotti a 614mila euro i contributi “alle nuove famiglie per l’abbattimento totale degli interessi sui prestiti per l’acquisto della prima casa”. Quanto alle voci in entrata, viene potenziato invece con 74 milioni di euro un “fondo unico per il precariato nonché per le misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili”, passano da 373 a 800 mila euro i fondi per i progetti di politiche attive per i lavoratori, e arrivano 97 milioni di euro per la “prosecuzione dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato” degli Lsu in scadenza nel 2013.
Ben 12 milioni di euro vanno poi a “sostegno del reddito e inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, impegnati in progetti promossi dal comune di Palermo (emergenza Palermo)”, che dovrebbero dunque essere destinati ai precari di partecipate come Gesip.
Dopo le polemiche sollevate dai sindacati proprio su questo tema, Crocetta sui precari e sulla Cig ieri ha spiegato: «Abbiamo operato una profonda riqualificazione della spesa. Mettere in bilancio la spesa per tre anni in una situazione così difficile non mi sembra uno sforzo da poco. Ci mancano, è vero, 35 milioni di euro, ma sul tema c’è una vertenza nazionale aperta. Non credo che ci strapperemo le vesti, se ad ottobre dovesse essere necessaria una manovra di assestamento».

ANTIRACKET. Rientrano invece alcune voci che nel bilancio erano state azzerate o ridotte, suscitando numerose polemiche. Passano da 0 a 27 mila gli indennizzi “una tantum” per le vittime di azioni della criminalità, ridotti da 40 a 14 mila euro i contributi per imprenditori ed esercenti che si sono ribellati al pizzo e hanno subìto attentati, e da 0 a 34 mila il Fondo di solidarietà per le vittime di richieste estorsive. Ridotti da 500 mila a 39 mila i contributi alle associazioni antiracket, da 147 mila a 20 mila i contributi a sostegno alla formazione degli orfani vittime della mafia e della criminalità.

SANITA’. La principale novità è che è reintrodotto un ticket per i ricoveri ospedalieri progressivo per i redditi superiori a 50 mila euro (10 euro al giorno) fino a 100 mila euro (175 euro al giorno). La regola dei tagli alle consulenze in effetti è applicata aanche per le Asp (le aziende sanitarie, ndr). Inoltre nelle Asp e nelle aziende ospedaliere sarà abolita la figura del direttore sanitario e del direttore amministrativo, per un risparmio di 3,5 milioni di euro l’anno. Più che dimezzati anche i fondi per il ripiano dei disavanzi delle aziende ospedaliere, che passano da 321 mila euro a 183 mila.

MUSEI, BENI CULTURALI, TURISMO. Mentre vengono confermate le spese di mantenimento e di utenze dei musei, e quelle per la realizzazione di mostre (230mila euro queste ultime), ma ridotte (da 245mila euro a 160 mila) quelle per la custodia di beni culturali e archeologici. Vengono introdotti 250 mila euro “per la tutela, restauro e conservazione delle opere d’arte mobili”. Confermati i tagli rispetto al passato anche per i principali teatri: dai 18 milioni del 2011, ad esempio, il Teatro Massimo Bellini di Catania (lirica) passa a 16 milioni, anziché i 13 di cui si parlava ieri e che avevano fatto sollevare con veemenza il sovrintendente («Rischiamo di chiudere così!»).
Crocetta illustra la nuova politica che intende portare avanti: «Anche i “tagli sui teatri” di cui mi accusano non esistono. Sono garantite le spese di funzionamento, mentre per le attività non è necessario usare i fondi regionali, poiché si possono usare quelli europei. Anche i teatri dovranno fare la loro “spending review”, la riduzione del 20 per cento della spesa è una regola che vale per tutti. Non potranno più dare decine di consulenze, ma solo una. Si devono ridurre a tre i componenti dei cda che vanno pagati con i soldi della Regione».

PRESIDENZA DELLA REGIONE. Tagli per tutti, ad eccezione dell’ufficio di presidenza. Qui in effetti la bozza presentata da Crocetta presenta curiosamente alcune voci in attivo e la prima nell’ordine, manco a farlo apposta, è “spese per pareri, studi, indagini e per speciali incarichi”, che da 20 mila passa a 25 mila. Quelle “per gli esperti del presidente, per i consulenti esperti in materie giuridiche, economiche, sociali” passa da 70 previsti nel bilancio a 100mila tondi (anche se va detto siamo sempre al di sotto dei 220 mila euro previsti dal predecessore Lombardo), quelle di “rappresentanza, relazioni pubbliche per la partecipazione e organizzazione di incontri di studio e convegni…” da 150mila a 700 mila euro (300mila euro in meno del milione tondo tondo di Lombardo), le “spese riservate” raddoppiano, da 50 a 100 mila (e qui comunque siamo ben lontani da Lombardo, che nel 2011 prevedeva 429mila euro).