Il barolo dei nonni e il gusto della tradizione

Il bicchiere mezzo vuoto. Enogastronomia politica

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Vista l’invidia e la rabbia che Edoardo Raspelli riesce a suscitare a destra, Marchi, a sinistra, Gambero e Chiocciola, e al centro, Schieppati, credo che sia giunto il momento di lanciare dalle colonne di questo autorevole settimanale il “Concorsone” dell’anno. Chi raggiungerà per primo i 100 centri – come vedete, non ne mancano molti eh? – al bersaglio grosso – ops, Raspelli mi perdoni l’impertinenza, ma il suo pancione…-, vincerà una bella serata nel localino modaiolo e “illuminato” della sua predilezione – tranquilli, tutto pagato eh! -, con la possibilità di ingozzarsi di spume, spumette, spumoni, rucole, rucolette, rucolone, birre, birrette, birroni. Quello che va per la maggiore, no? A Edoardo Raspelli, invece, quale punizione per la sua reiterata difesa della cucina tradizionale, toccherà in sorte una cena a base di risotti, fagiani, cotechini, anatre e fiorentine, una vera tortura! Sotto gli occhi del vincitore che, naturalmente senza assaggiare nulla di quelle “porcherie” del passato, nel bel mezzo del fiero pasto del Raspelli, stapperà una splendida Coca-cola, – sì, proprio “meravigliosa” come quella “sponsorizzata” da Paolo Marchi in Affari di gola, domenica 13 febbraio! – e se la scolerà di fronte al nostro malcapitato, alle prese nel frattempo, con una bevanda ben più modesta e meno “pubblicizzata”, un barolo, che, ahinoi, tra i tanti difetti ha anche quello di essere stato uno dei vini preferiti dai nostri nonni. E visto che siamo in vena di provocazioni, vi “giro” la sfida lanciata a Degustolio, la bella manifestazione svoltasi a Milano in occasione della IV Settimana nazionale dell’olio, il cui testimonial – neanche a farlo apposta! – sapete chi era? Il più autorevole critico enogastronomico italiano, Edoardo Raspelli. L’olio extra vergine di oliva, insieme al vino, rappresenta un pezzo della nostra storia. Perché nei nostri ristoranti si trova la carta del vino, e non quella dell’olio extravergine di oliva? Alcuni ristoratori hanno iniziato. A quando gli altri? Al vincitore del “Concorsone” e ai produttori di olio extravergine d’oliva, di Sicilia e Sardegna di cui ho assaggiato i “campioni”, grandissimi!, a Degustolio, dedico un solare Vermentino di Gallura, vendemmia tardiva 1998 delle Tenute di Capichera (0789.80612) di Arzachena, in provincia di Sassari, dal bel colore giallo oro e dagli intensi profumi di frutta esotica e spezie. (ardocg@tin.it)

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