Fa più identità nazionale Star Academy o My Way? Francia, dibattito surreale fra ministri

Chi governa la Francia ha ben chiari i “valori” del paese che ora dice di voler difendere? Un libro racconta un episodio che suscita diversi dubbi. E molte risate

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

All’indomani degli attacchi del 13 novembre il primo ministro Manuel Valls ha dichiarato che «la Francia è attaccata non soltanto perché noi colpiamo il Daesh all’estero. Siamo attaccati perché siamo la Francia, perché portiamo valori universali, perché c’è una gioventù che vive liberamente, perché abbiamo una certa concezione dell’uguaglianza fra le donne e gli uomini, perché difendiamo la laicità». E in aprile, all’indomani del fallito attentato a due chiese a Villejuif, periferia sud di Parigi, aveva dichiarato: «Prendersela con una chiesa equivale a prendersela con un simbolo della Francia, è l’essenza stessa della Francia che è stata presa a bersaglio».

Dunque chi governa la Francia ha ben chiara l’identità e gli ideali della nazione? È presto per dirlo. Durante la presidenza Sarkozy fu lanciato un «dibattito sull’identità nazionale» che causò polemiche a non finire.

Maxime Tandonnet, che fu consigliere per la sicurezza durante quella presidenza, ha riportato in un suo libro gli scambi che avvennero durante un seminario ministeriale destinato a finalizzare il dibattito. L’effetto è esilarante:

«Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura: “Bisogna puntare sull’affettivo. Ho trovato una canzone di Charles Trenet che potrebbe esserci utile: Douce France…”.

Xavier Darcos: “Peccato che tu non ce la canti”.

I ministri si mettono a supplicare: “Canta, canta!”.

Fadela Amara (viceministro, ndr): “L’identità nazionale si farà con tutti, senza esclusioni. Frédéric ha ragione. Bisogna parlare anche del raï, mettere l’accento sulle grandi ondate migratorie che hanno forgiato la Francia”.

Bernard Kouchner (ministro degli Esteri, ndr), sentenzioso, solenne: “La piega presa dal dibattito nazionale mi sembra rivolta al passato, uno stato d’animo difensivo. Parliamo di ‘identificazione’ piuttosto che di identità, insistiamo sui nuovi valori. Fadela! Sono contento che tu abbia parlato del rap…”.

I ministri, fra esclamazioni e scoppi di risa: “Del raï, del raï, non del rap, del raï!”.

Nadine Morano, ministro della Famiglia: “Per riprendere l’intervento di Frédéric, vorrei aggiungere My Way di Claude François a Douce France di Charles Trenet, come simbolo della nostra identità nazionale”.

Frédéric Mitterrand: “La Francia non è la lingua francese. Il mondo intero conosce la Francia attraverso le parole French Doctors. E abbiamo dimenticato di parlare della televisione, e del contributo della trasmissione Star Academy alla nostra identità”».

Foto Ansa


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