I ritratti della famiglia augustea riuniti al Museo dell’Ara Pacis

Il nuovo allestimento, “La dinastia di Augusto e i ritratti della Gens Giulio Claudia”, è l’ultimo esempio di partnership tra pubblico e privato nella cultura

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La famiglia di Augusto, il primo imperatore di Roma, si può dire ricongiunta nella nuova collezione di ritratti della dinastia Giulio Claudia, esposta al Museo dell’Ara Pacis. Alla serie di nove calchi in gesso, esposti dal 2006, se ne vanno infatti ad aggiungere altri quattro, mentre due sono sostituiti. Le sei nuove copie in gesso provengono dalla Fondazione Sorgente Group, un’istituzione senza scopo di lucro che punta a valorizzare, promuovere e divulgare il patrimonio artistico e culturale italiano. Il nuovo allestimento, “La dinastia di Augusto e i ritratti della Gens Giulio Claudia” che riunisce per la prima volta i 13 membri della famiglia, verrà presentato mercoledì 17 maggio presso il Museo dell’Ara Pacis, alla presenza del vicesindaco di Roma Luca Bergamo, del sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, del presidente della Fondazione Sorgente Group Valter Mainetti e del professore d’archeologia greca e romana Eugenio La Rocca.

Il pezzo principale tra i nuovi arrivi è quello di Claudio Marcello. Figlio di Ottavia, sorella di Augusto, venne adottato molto giovane dall’imperatore Augusto, che non avendo figli maschi lo fece sposare con la figlia Giulia e lo designò suo erede. Marcello però si ammalò gravemente e morì a vent’anni. Augusto ne fu talmente addolorato da far seppellire il nipote nel suo Mausoleo sul Campo Marzio e da intitolargli il teatro vicino al Tevere che ancora oggi porta il suo nome. Virgilio dedicò alla morte di Marcello alcuni versi dell’Eneide e, secondo fonti antiche, quando Ottavia ascoltò quel passo svenne per l’emozione e ricompensò il poeta con diecimila sesterzi per ogni verso. Il ritratto appartenente alla Fondazione Sorgente Group è ritenuto un capolavoro dell’età augustea, che fonde in maniera armoniosa i canoni dell’arte classica (la compostezza e l’equilibrio) con quelli della ritrattistica tardo-repubblicana (l’espressività del volto e il colorismo patetico).

I ritratti sostituiti sono quelli dei giovani Gaio e Lucio, i due fratelli che il nonno Augusto adottò come suoi eredi dopo la morte di Marcello. Ebbero entrambi una veloce e brillante carriera militare, ma morirono prematuramente. Gli altri calchi sono quelli di Gaio adulto (con le basette lunghe e la barba, segno di lutto o di eroizzazione), di Antonia Minore, madre del futuro imperatore Claudio (il ritratto la mostra divinizzata, come si evince dalla capigliatura elaborata), e di Germanico, valido generale e padre del futuro imperatore Caligola. I volti della Fondazione Sorgente Group sono già noti al pubblico e agli esperti, essendo stati esposti in passato in occasione di importanti mostre.

«Il progetto è un’ottima occasione di presentare un apparato iconografico inedito, ma è anche un importante esempio di partnership tra pubblico e privato» commenta Orietta Orsini, responsabile del Museo dell’Ara Pacis. «Ben vengano gli aiuti di fondi privati che, in cambio di un’occasione di visibilità, avanzano proposte scientifiche o offrono un accrescimento del patrimonio pubblico. Si tratta di operazioni meritorie di cui c’è bisogno».

Foto Wikipedia

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