I Blues Brothers negli scatti di Norman Seeff: «Comunicavano con il corpo in maniera incredibile»

Il fotografo: «Nel 1978 mi chiesero di realizzare un servizio con Dan e John. Un’esperienza fantastica, almeno fino a quando John non vide la videocamera»

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© Norman Seeff

Gli anni passano, le foto e i miti restano. Così capita che più di vent’anni dopo si guardino vecchi scatti  – bellissimi – dei Blues Brothers che in pochi avevano visti. A svelarli il fotografo Norman Seeff, che al sito Retronaut racconta la genesi di un incontro molto particolare.

IN GIACCA E CRAVATTA. Nel 1978, quando il suo talento è ormai universalmente riconosciuto, Seeff riceve una chiamata di lavoro in cui gli chiedono di fotografare i Blues Brothers: «Non sapevo che fare, non avevo familiarità con i loro lavoro, ma lo staff era entusiasta all’idea di filmare e fotografare il duo che mi convinsero ad accettare». Seeff si ritrova in studio Dan Aykroyd e John Belushi in giacca e cravatta: «Una situazione strana per me. Quando sono arrivati erano molto poco comunicativi e disponibili. Diciamo che non erano entusiasti all’idea dell’ennesimo shooting fotografico». Ma l’alchimia tra il fotografo e i due attori a mano a mano viene fuori, l’energia scorre nello studio e tutti si divertono, almeno fino a quando nella stanza irrompe il gruppo di lavoro di Seeff, pronto a riprendere lo shooting, una consuetudine che il fotografo aveva da un po’ di anni ma che fece andare su tutte le furie Belushi: «Avevo appena cominciato a scattare foto interessanti, Dan e John avevano dei movimenti del corpo estremamente espressivi […]. All’improvviso Belushi si gira di scatto e indicando la porta dice: «Fuori quella videocamera da qui! Il mio cameraman era talmente entusiasta all’idea di riprenderli che era entrato nella stanza con una 16 mm prima che io potessi chiedere se erano d’accordo».

CARATTERE PROFONDO. Alla fine la sessione è continuata, Belushi si è rilassato e sono venuti fuori scatti unici. Per le riprese, invece, non c’è stato nulla di più della sparata di Belushi a favore di telecamera: «È stato un peccato. Comunque insieme ci siamo trovati benissimo e abbiamo lavorato senza sforzo». Tre anni dopo Seeff ha ritrovato davanti all’obiettivo John Belushi, questa volta accompagnato dalla moglie. Un’altra sessione indimenticabile: «È arrivato in studio con la moglie Judy ed è stata un’altra giornata favolosa. Mi ricordo che ballava con la moglie ed era incredibile come lei riuscisse a stare al gioco del marito». Un attore straordinario, scomparso troppo presto, di cui Seeff era riuscito a cogliere, anche se solo per qualche secondo attraverso le sue fotografie «la profondità del suo carattere».

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