I bambini di Astrid

Horror in calo, boom dei narratori nord europei e
dei libri per navigatori da computer. Qualche consiglio (e sconsiglio) per letture estive dai 6 ai 14 anni

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Quasi ogni mamma italiana, irritata, dopo la fine delle scuole, si ritrova a dire a suo figlio: “Ma spegni quella tv e vai un po’ fuori a giocare. Non vedi che bel tempo?”. La stessa mamma, però, dimentica che quando era lei bambina, i suoi genitori le dicevano qualcosa di simile: “Smettila di leggere: trovati qualcos’altro da fare!”. Oggi invece tutti danno per scontato il valore della lettura e i genitori di ieri, ormai nonni, guarderebbero leggere il nipote con adorazione: “Quel ragazzo legge tutto il giorno!”.

Si dice che i bambini di oggi non leggono. È vero solo in parte: sono gli adulti che leggono molto poco (e che quindi non danno il buon esempio), ma il mercato dei libri per ragazzi è in continua crescita: nel 1988 si sono avuti… 1998 nuovi titoli (con un incremento del 16,5% rispetto all’anno precedente). Tutto bene allora? Prima di arrivare alla conclusione c’è da chiedersi se tutte le letture sono buone.

Il primo dato evidente è che in testa alle nuove pubblicazioni stanno gli albi e i fumetti, strumenti utili al lettore pigro che si aiuta a comprendere la storia grazie alle immagini. Risalta inoltre la voglia di essere protagonisti dei ragazzi: i libri gioco non hanno perso clienti, nonostante l’avvento dei Cd-Rom abbia già portato a una forte concorrenza fra i due strumenti.

La notevole attrazione verso Internet e verso i videogiochi non sembra quindi aver sottratto molto tempo alla lettura, o per lo meno all’acquisto dei libri. Questo anche perché oggi appaiono sul mercato opere capaci di interessare anche i giovani navigatori su computer. Ne è un esempio il libro di Laura Colizzi e Rosanna Alberti “Non solo Ulisse – Navigare nella lettura” (della Atlas edizioni di Bergamo), di fatto un ipertesto con una storia dentro un’altra, dentro un’altra storia, dentro un’altra storia e così via. Il volume (che presto verrà riprodotto in dischetto) avvicina i lettori al mondo dei classici: un ragazzino, mentre il computer gli racconta le avventure de “La storia vera” del greco Luciano, richiama alla mente altre storie note (Alice, Pinocchio…) e permette al lettore di vivere un’avventura ipertestuale, scegliendo il suo percorso preferito.

Sta calando, nel frattempo, drasticamente la vendita del genere horror e mistero. È naturale che un bambino voglia sfidare le proprie paure e sbirciare in mondi misteriosi che non conosce, ma la produzione libraria italiana non si è limitata a sdrammatizzare il problema (come in tanti bei libri, tipo il Bobo Nero della Lazzarato o la serie di vampiretto della Sommer-Bodenburg). Prima di dare in mano a un bambino un horror consigliato magari per la fascia 8-12 anni, sarebbe meglio che mamma e papà gli dessero un’occhiata. Esistono infatti in commercio, nelle collane dedicate all’infanzia, alcuni libri dell’orrore realmente pericolosi. Ad esempio: “Per un maledetto spot” di Miguel Angelo Mendo della collana “Il battello a vapore” Piemme Junior. In questo libro a un bambino fantasioso una ditta pubblicitaria “succhia” il cervello per spremergli buone idee. L’aspetto più inquietante è che l’unico adulto che capisce cosa sta succedendo e che sembra voglia aiutarlo e salvarlo dalla situazione in cui si trova, si rivela poi un alleato del nemico. Messaggio veramente terribile per un dodicenne! L’americano Stine (di “Piccoli brividi” – libri per ragazzi Mondadori) in “Mano di mummia” racconta di un uomo che segue, per la città de Il Cairo, due ragazzine figlie di un archeologo europeo. L’inseguimento arriva fin dentro la piramide, dove l’uomo le insegue con un coltellaccio in mano. Mentre il lettore che la tensione si smonti e si scopra che è tutto uno scherzo (come in molti altri libri di Stine), l’archeologo entra in scena, all’ultimo momento, e salva le bambine dal pazzo che voleva realmente ucciderle. C’è il lieto fine, ma a parte queste ultime tre pagine in che cosa si differenzia questo libro da un horror per adulti?

Ho notato con piacere, alla fiera del libro per ragazzi di Bologna, che sono nate due nuove collane di autori italiani: I gatti bianchi delle Edizioni Messaggero e I sassolini della Mondadori. Dico con piacere perché spesso i bambini di oggi si formano un immaginario “all’americana” attraverso i telefilm, “alla giapponese” attraverso i cartoni animati e alla nordica attraverso i primi libri.

Spesso infatti i nostri ragazzi leggono letteratura del Nord Europa. Molto amati sono infatti autori come Astrid Lindgren (svedese), Christine Nostlinger (austriaca) e, il top delle letture spontanee del bambino, Roald Dahl (di origine norvegese, vissuto in Inghilterra). Questi piacevolissimi autori narrano storie di ragazzi che imparano a cavarsela da soli. Il nuovo messaggio educativo sembra essere: bambini, svegliatevi, non state ad aspettare aiuto dal mondi adulto, ma muovetevi e costruitevi la vostra vita. Un messaggio forse tristemente necessario al giorno d’oggi, ma io credo esistano ancora tante persone disponibili ad aiutare i bambini nel loro cammino di crescita e preferisco un Pinocchio, che narra del terribile Mangiafuoco, ma anche del buon Geppetto e della Fata Turchina.

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