Hollywood si arrende alla matematica, il successo è una questione di numeri

Attraverso alcuni algoritmi Vincent Bruzzese decreta il successo o il flop di uno script. Per la gioia dei produttori e per l’ira degli sceneggiatori

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nel film di Bennett Miller, L’arte di vincere, Brad Pitt è il manager della squadra di baseball degli Oakland Athletics che non ha né soldi né campioni. Ma l’arrivo di un geniale studente di economia risolleva la situazione a colpi di statistiche. Questa è in sintesi la storia vera di una squadra squattrinata che, grazie a una serie di incroci di numeri e giocatori, è riuscita a uscire dal baratro in cui era finita.

IL GRANDE OZ. Perché la razionalità dei numeri a volte può essere risolutiva. N’è convinto anche Vincent Bruzzese, ex docente di statistica a New York, che sostiene di essere in grado di stabilire, attraverso una formula da lui stesso brevettata, se un film avrà successo o no. Ad Hollywood sembrano credere nei metodi di questo quarantenne italoamericano che vanta tra gli script processati di recente Il grande e potente Oz, il cui successo enorme al botteghino è stato attribuito in larga misura agli studi del team del professore.

SCIENZIATO PAZZO. Ventimila dollari è il costo di una consulenza di mister Bruzzese e del team della sua società Worldwide Motion Picture Group («i nostri clienti sono i film»), che esamina le sceneggiature che proposte e scarta quelle che non corrispondono agli standard dei suoi algoritmi: «So che scrivere è un’arte e la rispetto profondamente. Ma tutti gli sceneggiatori pensano che la loro creatura sia bella, mentre io sono qui per dire: qualche bambino è brutto». Per avere successo al cinema, quindi, bisogna per esempio eliminare le scene di bowling, controllare il linguaggio ed esaminare i gusti degli spettatori o individuare per ogni target preciso una diversa tipologia di creature diaboliche. Naturalmente tutta questa razionalizzazione non piace affatto ai registi e agli sceneggiatori di Hollywood, che sono già sul piede di guerra e hanno ribattezzato Bruzzese “lo scienziato pazzo”. Ma lui non si scompone e continua a lavorare per individuare il prossimo blockbuster, in attesa che si aprano anche le porte di Broadway e della tv seriale.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •