Hollande (come Pisapia) vuole lanciare le stanze del buco. «A Parigi siamo pronti»

Il socialista Jean-Marie Le Guen ha proposto Parigi per sperimentare le stanze del buco: «Per strada la gente trova sempre più siringhe, Hollande dia il via libera». Ma chi si occupa di droga sa che i rischi sono enormi.

Se Giuliano Pisapia ha promesso di trasformare Milano nella capitale italiana dei diritti civili,  il presidente Francois Hollande ha promesso di trasformare la Francia nella capitale europea. Il compito è arduo ma dall’eutanasia ai diritti degli omosessuali Hollande ha già messo tutte le riforme in cantiere, aspettando di realizzarne una alla volta.

Questo è il momento della istituzione delle stanze del buco, luoghi controllati e salubri dove un drogato possa iniettarsi in vena eroina o altre sostanze stupefacenti, senza essere obbligato a farlo di nascosto in luoghi sporchi. In un’intervista pubblicata oggi da Le Monde, il deputato socialista Jean-Marie Le Guen propone Parigi per la sperimentazione: «La consumazione di eroina – afferma – aumenta a Parigi, siamo in emergenza. Per strada la gente trova sempre più siringhe. È preoccupante, per questo dobbiamo autorizzare delle sale di consumazione della droga».

«Hollande – continua – durante la campagna elettorale si è detto interessato a fare una sperimentazione. Io domando oggi che il governo dia il via libera alle sale, per garantire più sicurezza nelle zone a rischio. Preferisco che la gente si droghi in sale dedicate, piuttosto che lo faccia per strada, com’è ora. Noi a Parigi siamo pronti ad aprirne una o anche di più».

L’inquietante appello del socialista Le Guen potrebbe trovare un buon auditorio nella squadra di Hollande. Ma come affermato da José Berdini, responsabile delle comunità Pars, che operano nel campo del recupero dei tossicodipendenti, a tempi.it riguardo all’identica proposta fatta da Pisapia a Milano, «equivale a dire: drogatevi, morite ma lasciateci tranquilli. Così si creano dei cimiteri ambulanti» e si abbandona l’idea che dalla droga si possa guarire. Come ricordava Silvio Cattarina, fondatore e presidente della comunità di recupero di Pesaro per tossicodipendenti “L’Imprevisto”, a tempi.it «le stanze del buco non servono a niente perché il problema è educativo. Si cerca solo di rendere bello il male, rinunciando a risolvere il problema».

Invece che ascoltare Le Guen, Hollande potrebbe prestare attenzione ad Antonio Maria Costa, Executive Director dell’Office on Drugs and Crime presso l’Onu, che nel 2007 scriveva al sindaco di Torino Chiamparino: «Questo servizio non protegge la salute dei tossicodipendenti. Se il medico è presente, si trova a supervisionare (ed essere responsabile per) l’assunzione di una sostanza ignota, fornita da uno spacciatore. Le città che le hanno sperimentate mostrano che nella zona presso le narcosale la droga viene trafficata, senza ridurre l’accesso alla stessa».