Hannah, 2 anni e senza trachea. Grazie alle cellule staminali adulte e all’ospedale cattolico ora «sta bene»

L’intervento pionieristico sulla bambina ha avuto successo e se ne è parlato in tutto il mondo. Ma senza la donazione di centomila dollari non sarebbe mai potuto avvenire

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I dottori dicevano che non sarebbe sopravvissuta. Poi la tenacia dei genitori, la forza della bambina e il successo del trattamento tramite cellule staminali adulte. Infine l’annuncio dell’équipe medica martedì scorso: «La piccola potrebbe tornare a casa e condurre una vita regolare».

CENTOMILA DOLLARI. Questa la vicenda di Hannah, una bimba di 2 anni nata senza trachea, prima operata con l’applicazione di un tubo inserito nell’esofago per permetterle di respirare. Poi, grazie al supporto dell’ospedale cattolico Saint Francis medical centre di Peoria, in Illinois, che ha sostenuto le spese dell’intervento pionieristico nell’uso di trattamenti con staminali adulte, Hannah è riuscita persino a mangiare. «Era la prima volta per lei», ha raccontato il padre, Darryl Warren, al canale americano Fox News.
Tutto iniziò nel 2008 quando i genitori contattano Paolo Macchiarini, il medico italiano che completò con successo il primo trapianto di trachea “anti-rigetto”. Il dottore accettò di operare la piccola, ma nell’ospedale in cui lavora, il Karolinska Institute di Stoccolma, i costi per un simile intervento erano troppo elevati. Fu  a quel punto che, grazie al dottor Mark Holterman che decise di ospitare Macchiarini presso il Saint Francis, e di sostenere la famiglia con circa centomila dollari, che l’operazione poté essere compiuta. Effettuata il 9 aprile scorso e durata nove ore, l’operazione ha avuto successo e non ha, finora, generato complicazioni.

«È STATO BELLO». La piccola, nata in Corea del Sud, è diventata così la più giovane paziente sottoposta a queste cure che hanno dato speranza a un bambino sui 50mila che vengono al mondo senza trachea: «Ci sentiamo come se Hannah fosse rinata», hanno commentato i genitori della piccola. Ci sono buone possibilità che la bambina possa fare tutto quello che fa ogni bambino, anche se ci vorrà tempo. «Questa è la sua unica chance ma è fantastica e incredibile», ha concluso il padre. «La bambina era quasi sconcertata quando ha visto che non c’era più il tubo che aveva in bocca per respirare – ha affermato Macchiarini al New York Times – e’ stato molto bello».

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