Gulliver senza futuro, ma very trendy…

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Sembra che l’attività preferita dall’uomo del futuro sarà viaggiare. Lo affermano i dati dell’organizzazione mondiale del turismo (WTO): nel ’98, 625 milioni di turisti hanno visitato almeno un paese straniero e gli introiti derivati dal turismo mondiale sono stati 756mila miliardi di lire. Ma i dati non bastano. Anche le prossime collezioni di moda maschile Primavera/Estate 2000 sono improntate al “neonomadismo”. I ragazzi di Jean-Paul Gaultier porteranno gonne-pareo e camicie balinesi. I machi di Carlo Pignatelli indosseranno kaftani e collane di legno colorati oltre a miracolosi calzoncini da bagno in silicone che valorizzano gli attributi maschili in modo simile al Wonderbra. Altre aziende presentano capi versatili, con tasche nascoste, o zaini incorporati, come Mandarina Duck, Belfe e Dainese. Ogni indumento è pensato per diventare qualcos’altro, ma non deve darlo a vedere. Si tratta spesso, infatti, di perfetti kit adatti a portare di tutto, per qualsiasi evenienza e per ogni tipo di condizione. C.P. Company, ad esempio, ha presentato un gilet che può diventare zaino e una mantella che muta in aquilone. Le borse-prosciutto di Prada e Mandarina Duck, ormai indosso ai personaggi più trendy, diventano tutt’uno con il corpo e servono ad avere sempre con sé oggetti indispensabili quali il cellulare-fax-computer-modem, l’agenda elettronica e il lettore CD. W&LT Jeans ha voluto scherzare sul bisogno di sicurezza presentando un porta-telefonino di nylon imbottito arancione a forma di revolver e pensato per essere portato in cintura.

Ma ormai parlare solo d’abbigliamento non basta per i viaggio-dipendenti. Ci sono anche molti testi sacri e tra tutti spicca Gulliver, creato sulle orme del neo-concettuale Wallpaper*, bibbia dello stile più attuale in ogni campo. “Gulliver non è la tradizionale rivista di viaggi”, spiega una venditrice di pubblicità. “È pensata per single e DINK (=Double Income No Kids), cioè coppie che scelgono di non avere figli. Sono persone con molti mezzi e alla ricerca di mete insolite…”. Sono i neonomadi di fine millennio: per scelta, senza futuro.

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