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La guerra dei droni è sempre più letale ed economica

Di Leone Grotti
24 Settembre 2025
Se tre anni fa la Russia produceva un migliaio di droni kamikaze all’anno, oggi ne sforna più di 30 mila e ne lancia contro Kiev quasi 4 mila al mese. Sono questi velivoli, che costano venti volte meno di un missile, a causare l’80 per cento delle vittime in Ucraina
Un agente delle forze dell'ordine ispeziona un drone kamikaze russo dopo un attacco a Kharkiv, in Ucraina
Un agente delle forze dell'ordine ispeziona un drone kamikaze russo dopo un attacco a Kharkiv, in Ucraina (foto Ansa)

Il 17 ottobre 2022, otto mesi dopo l’inizio della guerra in Ucraina, la Russia finì sulle prime pagine di tutti i giornali per il lancio contemporaneo di 43 droni kamikaze di origine iraniana, che causarono quattro vittime nella capitale Kiev. Allora si trattava ancora di una novità e 43 droni in un unico attacco pareva un numero esorbitante. Oggi non è più così. Da quando il Cremlino ha capito che i velivoli, economici e rapidi da costruire, possono essere più letali dei missili balistici, che al contrario sono enormemente più costosi, la produzione di droni è diventata una priorità per la macchina bellica russa. E Mosca ha aumentato a tal punto la produzione industriale da potersi permettere di lanciare centinaia di droni kamikaze ogni notte. Fino a raggiungere il numero record di 810 velivoli d’attacco scagliati contro l’Ucraina in un solo giorno, la scorsa domenica 7 settembre. La guerra dei droni La Russia ha ormai due enormi fabbriche dedicate 24 ore su 24 alla costruzione di dr...

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