Grillo preoccupa la comunità ebraica francese e italiana: «È un demagogo razzista e antisemita»

Le comunità ebraiche francesi e italiane si dicono preoccupate per le «tesi nauseabonde», l’antisionismo e l’antisemitismo di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle.

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Il Movimento 5 Stelle è arrivato in Parlamento e anche il Conseil Représentatif des Institutions juives de France, che rappresenta la comunità ebraica francese, si dice preoccupato. «L’influenza delle tesi nauseabonde» e antisemitiche del M5S potrebbe infatti far precipitare di nuovo l’Italia «in un periodo buio della sua storia».

BEPPE GRILLO ANTISEMITA. Il leader del Movimento 5 Stelle viene dipinto dalla comunità ebraica francese come un «demagogo populista», «controverso e razzista», «profondamente antisemita e antisionista». I motivi sono la vicinanza al complottismo-antisemitico di Maurizio Blondet, direttore di effedieffe.com e le tesi espresse dallo stesso Grillo nei suoi comizi sullo Stato di Israele, che definisce «Attila» e «dittatura militare».

GIORNO DELLA MEMORIA. Anche il movimento, come il suo leader, era incorso nelle condanne da parte della Comunità ebraica di Milano nel 2012 quando, dopo una votazione online, i grillini milanesi avevano obbligato una propria consigliera di zona a bocciare le iniziative per il Giorno della memoria, con la motivazione che «sarebbe stato più opportuno ricordare tutti i popoli perseguitati e oppressi, dai rom alle minoranze politiche, fino al popolo palestinese».

THE SHOA MUST GO ON. L’11 gennaio scorso è stata invece la Comunità ebraica di Roma, in un articolo pubblicato da Stefano Gatti, a dichiararsi preoccupata «per l’approccio rozzamente antisionista» di Beppe Grillo. Il pezzo è intitolato: «Fenomenologia di un comico che non fa più ridere, anzi ci preoccupa». Gatti commenta l’intervista fatta da Grillo con il giornale israeliano Yedioth Ahronot e le esternazioni di leader del Movimento e dai grillini sullo stato di Israele e sugli ebrei. «I followers di Grillo e del suo movimento», prosegue Gatti, «indulgono nella polemistica di marca antisemita ormai da anni, nei loro spazi online è consuetudine trovare decine e decine di commenti simili: “Fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf”, “The Shoà Must Go On”, “Sono il popolo maledetto da Dio”, “È brutto da dire non sono razzista o fascista, Hitler era sicuramente un pazzo malato, ma la sua idea di eliminare gli ebrei era di eliminare la loro dittatura finanziaria”».

SOSTEGNO ALL’ISLAM RADICALE.  Per Gatti, «l’antisionismo “grillino” si coniuga con un altrettanto paradigmatico sostegno a certe forme di islamismo radicale. Per Grillo l’Iran degli ayatollah è un paese pacifico che “si trova sotto continuo attacco” e quindi “si deve difendere”, e il presidente iraniano Ahmadinejad non ha mai negato la Shoah e non ha mai auspicato la distruzione dello stato ebraico, benché il leader fondamentalista continui a reiterare in numerose sedi, anche all’Onu, le sue affermazioni antisemite-antisioniste dal lontano 2005».

GRILLO PRO-IRAN. «Mia moglie è iraniana, lì la donna è al centro della famiglia». «L’economia lì va bene, le persone lavorano». Questo sono le parole di Grillo sull’Iran, espresse al quotidiano Yedioth Ahronot. Il leader del Movimento 5 Stelle sostenne la sua posizione, fra l’altro, affermando che dietro le notizie che vengono dal Medio Oriente ci sia una manipolazione da parte di un’agenzia di stampa israeliana: «Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina è filtrato da un’agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c’è un ex agente del Mossad».

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