Grillo No Tav. Il comico unico testimone illustre chiamato in Val di Susa

La difesa dei 53 attivisti accusati per gli scontri con la polizia dell’estate del 2011, ha chiamato il leader M5S a testimoniare al processo

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È, forse, decisamente troppo ardire l’immaginare che la Val Susa No Tav sia il “ridotto in Valtellina” del grillismo. Di certo, anche nello specifico delle vicende (giudiziare) del leader pentastellato, il legame è sempre più netto. Anche, sicuramente, per mantenere un rapporto con l’immagine di lotta, viste le non travolgenti prestazioni parlamentari.
Intanto, fedele all’attitudine a giocare più parti in commedia, Beppe Grillo sarà, in due distinti processi sulle vicende No Tav, teste ed imputato.

Il comico genovese prestato(si) alla politica è, infatti, l’unico – la notizia è stata comunicata l’altro giorni – tra i cosiddetti “testimoni illustri”, indicati dalla difesa dei 53 attivisti accusati per gli scontri con la polizia dell’estate del 2011, ad essere stato ammesso dal collegio presieduto dal giudice Quinto Bosio. Cassati tutti gli altri politici: Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani, Romano Prodi, Roberto Maroni, Antonio Di Pietro ed Altero Matteoli.

I fatti si riferiscono al 3 luglio di due anni fa, quando in una manifestazione annunciata come pacifica il clima cambio rapidamente, con una parte del corteo portatesi a ridosso del cantiere per assaltare, in uno stile da guerriglia urbana, le reti dell’allora appena insediato cantiere. Grillo, quel giorno arrivò in Valle per una comparsata alla manifestazione, sottolineata dalla non felice affermazione (per quanto stava già preparando a succedere): «Ma quali black bloc! I veri black bloc stanno in Parlamento». Non è chiaro cosa auspica la difesa dalla sua testimonianza, di certo il leader del M5S si troverà ad avere un’ulteriore pulpito da cui “corteggiare” gli oppositori al treno veloce.

Per altro, come detto, Grillo non entrerà per la prima volta in Tribunale a Torino con la sua prossima testimonianza, vi è già stato, come imputato accusato di aver rotto i sigilli apposti dalle forze dell’ordine alla baita-presidio (eretta senza autorizzazione edilizia, di lì i sigilli) a Chiomonte. In quell’occasione, con grandi pacche sulle spalle a Perino ed altri, dichiarò: «Passerò la vecchiaia qui, i No Tav sono brava gente e non ha mai fatto mai male a nessuno». Di certo, visto i risultati elettorali e l’entusiasmo ancora presente (dove altrove si è ben affievolito), non ha lui.
Teste ed imputato. Ben contento della ribalta e di rinsaldare la liason politica con i trenocrociati.

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