«Grillo è arrivato in Sicilia a nuoto? E perché, c’è lo sciopero dei traghetti?»

Gaspare Sturzo, candidato alle regionali siciliane, commenta la nuotata del leader M5S: «È solo una pagliacciata, la Sicilia non ha bisogno di gesti garibaldini»

In un’ora e 15 minuti, sotto la pioggia sferzante, Beppe Grillo ha attraversato sotto il plauso delle telecamere lo Stretto di Messina. Un tempo per le leggende proprio in queste acque stava un nuotatore tanto provetto, che si sacrificò a stare per l’eternità nello Stretto per sostenere con le proprie braccia l’isola, Cola Pesce: ora il novello Cola sarebbe il leader del M5S, che da domani – così dice – inizierà a percorerre la Sicilia di corsa come Forrest Gump. Gaspare Sturzo, candidato alle elezioni regionali per il movimento Italiani liberi e forti, e pronipote del celeberrimo don Luigi, storce un po’ il naso: «Pagliacciate».

Grillo a mezzogiorno è arrivato a Messina. Ha sentito?
E come è arrivato con la barca privata?

Non faccia finta di nulla. C’è arrivato a nuoto.
E perché mai? C’è ancora lo sciopero dei traghetti?

Grillo dice che dopo che lo stretto l’hanno varcato in tanti, anche mafiosi e politici, lui lo fa con un programma.
È una pagliacciata perché non denuncia nulla dei mali veri della Sicilia. E soprattutto Grillo non ha i rimedi da offrire per la moralizzazione della politica siciliana e per la liberazione del popolo siciliano dal malcostume anche mafioso. Credo che qualcuno gli abbia solo suggerito un gesto da novello Garibaldi. Ma in Sicilia non ne abbiamo bisogno, di garibaldini ne abbiamo già avuti.

Magari però la sua impresa vuole ricordare che non serve il ponte per arrivare in Sicilia. Che ne pensa?
Ecco, il ponte: l’Unione europea, e i governi che si sono succeduti, hanno creato un pasticcio tale che non solo il ponte non si farà più, ma pagheremo pure le sanzioni per le imprese che erano state già contattate. Io adesso sono in auto in provincia di Enna. Non sa che meraviglie sto guardando: ci sono ancora le strade dei tempi del Gattopardo. Capisce cosa voglio dire?

Ieri c’è stato uno sciopero dei traghetti privati sullo Stretto. Saranno necessari tagli perché si sono dimezzati passeggeri e tir negli ultimi dieci anni. Che succede?
Stiamo raccogliendo ciò che i governi del parassitismo e dello spreco hanno realizzato. Se la Salerno-Reggio è un cantiere da tempi immemorabili, evidentemente né i turisti né il trasporto su gomma scelgono i traghetti da Reggio. Il trasporto su gomma però oggi paga pegno anche perché occorre che ci sia qualcosa da trasportare, mentre i consumi siciliani cadono drasticamente, e i prezzi dei prodotti da esportare sono eccessivi. L’economia sta lentamente morendo.

Grillo non le piace perché non propone nulla. E lei invece cosa propone?
Quattro azioni. Recupero delle risorse attraverso i tagli, e la creazione di un’autority regionale anti corruzione e di un’Agenzia di gestione e di monitoraggio degli appalti. Poi la promozione dello sviluppo solidale. Ad esempio, ho pensato ad una carta dello studente, un nuovo modello di family card legata al riconoscimento del merito a scuola e all’università, da spendere nel tempo libero (teatro, cinema, libri, vestiario, ma anche viaggi all’estero e corsi di lingua straniere): un modo di responsabilizzare i giovani e sgravare i bilanci delle famiglie. La terza azione è lanciare la Sicilia come piattaforma logistica dello sviluppo mediterraneo. Mentre la Cina sta trasferendo in Africa gran parte delle sue produzioni pesanti, noi possiamo tornare ad essere un punto nodale con i nostri porti di Augusta e Trapani per le merci e con stabilimenti liberi da dazi doganali. Bisogna anche investire in porti, aeroporti, e strade anche per creare lavoro, usando i fondi dell’Ue e il project financing. Nel nostro progetto, infine, c’è l’idea di una banca siciliana, perché se l’imprenditoria siciliana è tornata indietro è anche perché è mancato il puntello di un istituto di credito che investisse proprio qui. Ecco cosa serve: non una nuotata o una corsetta.