I tedeschi stanno attraversando il proprio 2018, la tipica sbronza antisistema che da noi fu il Vaffaday. A cui non si può rispondere con una politica di compromesso tra destra e sinistra ma solo con azioni di governo pragmatiche e di buon senso
La president del Consiglio Giorgia Meloni col cancelliere tedesco Friedrich Merz (Foto Ansa)
Accantonate per un attimo il riflesso condizionato del consueto repertorio d’ordinanza - il ritorno delle tenebre, la minaccia all'Eden europeo, il Terzo Reich in versione aggiornamento software - e provate a guardare la Sassonia senza le lenti del melodramma.
A suggerire una chiave di lettura decisamente più affilata è Roberto Giardina, osservatore attento delle cose tedesche, che dalle colonne di Italia Oggi smonta il grande spauracchio con la concretezza di chi in Germania ci vive da oltre cinquant'anni.
I numeri, d'altronde, hanno la testarda abitudine di rovinare le narrazioni perfette e Giardina li ha elencati in un'intervista rilasciata a Libero: 78 mila elettori che nel 2021 sceglievano la Cdu oggi sbarrano la casella di Afd. Sono diventati «neonazisti a loro insaputa»? La verità è più prosaica: la gente ne ha semplicemente «le scatole piene». In un Paese dove le pensioni medie viaggiano sotto i livelli italiani e sette cittadini su dieci guardano al prossimo inverno con il te...
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