Gotti, un gangster movie davvero deludente

La narrazione è confusa e si fatica a seguire una triplice vicenda, l’ascesa di Gotti, la mesta prigionia e soprattutto il rapporto complicato con un figlio

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Gotti – L’ultimo padrino di Kevin Connolly. Ascesa e caduta del padrino John Gotti

Mediocrissimo gangster illuminato solo parzialmente dalla prova di John Travolta che ci mette impegno e professionalità e assieme al grande Stacy Keach, che veste i panni del suo boss mentore, è la cosa migliore di un film deludente a più livelli.

Le magagne si vedono

Diretto da Kevin Connolly che è entrato in corsa in un progetto che ha avuto più di un problema in fase di lavorazione e produzione, Gotti ha visto più di un regista abbandonare il progetto: Cassavetes e Levinson, tra gli altri. Le magagne si vedono: la narrazione è confusa e si fatica a seguire una triplice vicenda, l’ascesa di Gotti, la mesta prigionia e soprattutto il rapporto complicato con un figlio. Si fatica un po’ per limiti oggettivi (l’interpretazione piatta di Gotti Jr. resa dall’acerbo Lofranco), un po’ per una sceneggiatura scritta da Leo Rossi e Lem Dobbs che rinuncia colpevolmente all’azione per concentrarsi sul racconto fuori campo delle gesta di Gotti, reso tra l’altro da meccanismi risaputi e ovvi. Possibile che la vicenda di Gotti sia spesso e solo raccontata da telegiornali dell’epoca e immagini di repertorio?

Personaggi tirati via

Troppa carne al fuoco, personaggi tirati via e caratterizzazioni banali: senza arrivare a confrontarsi con Coppola e Scorsese, si sarebbe potuti almeno arrivare dalle parti del non memorabile Black Mass e invece qui manca proprio il manico. Una scrittura equilibrata in grado almeno di creare un antagonista efficace o capace di rendere il Gotti di Travolta carismatico e ambiguo e una regia in grado di imprimere ritmo all’azione senza fermarsi alla presentazione prevedibile di tanti momenti tipicamente da gangster movie (le riunioni di famiglia, il matrimonio, il processo, gli assassini) qui riproposti in modo stanco e senza guizzi.

E il Male?

Più di tutto però manca la riflessione sul Male in cui proprio i vari Scorsese, De Palma e Coppola erano maestri. Il Male in tutte le sue sfaccettature, il Male assoluto che restituisce una statura grande e tragica ai tanti crudeli e affascinanti padrini del grande schermo.

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