Gli Ogm? Per l’Inter di Moratti e Thohir valgono come armi e gioco d’azzardo

Secondo il nuovo statuto dei nerazzurri ci vorrà il sì del 90 per cento del Cda per accogliere sponsorizzazioni da aziende che operano in questi tre settori

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A spulciare il nuovo statuto con cui Massimo Moratti ha ceduto l’Inter ad Erick Thohir emerge un particolare decisamente interessante, che rende emblematica la percezione che in Italia si ha degli Ogm, troppe volte oggetto di informazione scorretta e ideologizzata. Nelle clausole che sanciscono il passaggio della società nerazzurra nelle mani del tycoon indonesiano e che puntano a tutelare il ruolo della vecchia proprietà, si legge che servirà il 90 per cento del nuovo Cda, ossia 7 membri su 8, «per approvare una serie di decisioni quali, ad esempio, le sponsorizzazioni con aziende che operano nei settori delle armi, gioco d’azzardo, scommesse e cibi geneticamente modificati».

COME ARMI E GIOCO D’AZZARDO. Insomma, le aziende che producono Ogm potrebbero mettere in imbarazzo la società nerazzurra e siglare accordi con loro è considerata faccenda delicata: il loro lavoro è avvolto da dubbi etici e morali, almeno quanto quello di chi produce armi o lavora nel gioco d’azzardo. Gli organismi geneticamente modificati destano sospetto, metterli all’angolo amplifica lo scetticismo dell’opinione pubblica. E il nuovo statuto dell’Inter desta più di una domanda «in un momento di grande confusione, anche a livello internazionale su Ogm sì o Ogm no, revisione sì o revisione no del trattato di Marrakech sul copyright di tutte le sementi», è il parere di Michele Anzaldi, parlamentare del Pd e membro della commissione Agricoltura. «La commissione Agricoltura potrebbe valutare di ascoltare Moratti per chiedergli un parere e conoscere quali dubbi lo hanno spinto a mettere nero su bianco questa inedita clausola».

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