Gli Iron Maiden ci sono e lottano insieme a noi. Col Sonisphere il ritorno in Italia

Quarantamila fan ieri all’arena di Rho. Molti i gruppi che si sono susseguiti nella giornata, Zico Chain, Mastodon, Megadeth. Ma l’attesa era tutta per Bruce Dickinson e gli altri, per il tour commemorativo dell’album “Seventh son of a seventh son”

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Gli Iron Maiden venivano già invocati a gran voce dal pubblico alle 4 del pomeriggio, parecchie ore prima  che lo show avesse inizio, mentre si esibivano gli altri gruppi di questa giornata del Sonisphere Festival, Zico Chain, Ghost Bc, Mastodon e Megadeth. Ieri 8 giugno era infatti il grande giorno dei Maiden, attesi da quasi 40 mila fan, accorsi alla fiera di Rho-Milano da tutte le parti d’Italia. La maggior parte di loro vedeva Bruce Dickinson e soci per la quinta/sesta volta, ma per il gran numero di bambini accompagnati da orgogliosi papà era la prima indimenticabile esperienza.

GRUPPI SPALLA. L’enorme piazzale dietro la fiera di Rho ha cominciato a scaldarsi intorno alle 19, quando sul palco sono saliti i Megadeth, capitanati da Dave Mustaine, ex chitarrista dei Metallica. Qualche canzone inedita, qualche pezzo storico come Symphony of destruction, il duetto con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, sul palco a cantare A tout le monde. L’ora dei Megadeth passa in fretta, mentre la gente comincia ad accalcarsi il più possibile sotto palco, e in breve non c’è più spazio per muoversi. Alle 21 in punto, ecco partire Doctor Doctor degli Ufo, intro di ogni concerto dei Maiden, e si capisce che mancano pochi secondi alla comparsa di Bruce Dickinson, Dave Murray, Steve Harris, Janick Gers e Nicko Brain.

MAIDEN ENGLAND. Nella serie di concerti del 2013, i Maiden tornano a celebrare il successo dell’album Seventh Son of a Seventh Son, tour nel quale venne girato Maiden England 88, uno dei loro live video più apprezzati. La scaletta si apre quindi con Moonchild, continua con Can I play with Madness, The Prisoner e Two minutes to midnight. La voce di Dickinson è al top, così come la sua forma fisica che gli permette di correre da una parte all’altra del palco, senza perdere il controllo della respirazione. Anche gli altri membri del gruppo sono in gran forma, scherzano con il pubblico, eseguono i brani con grande spontaneità. Alle loro spalle si susseguono i disegni di Derek Riggs, creatore di tutte le copertine del gruppo e inventore della mascotte Eddie, una sorta di mostro-zombie. Luci, esplosioni, fumo, robot e pupazzi giganteschi, ci sono tutti gli ingredienti di un grande show, anche se qualche problema tecnico fa sì che i volumi si alzino e si abbassino senza logica.

GRAN FINALE. The trooper, uno dei loro brani più famosi, infiamma la folla, che non smette per un attimo di cantare. Poi ancora Wasted Years, Seventh son of a Seventh Son, Fear of the dark e altre fino al gran finale, Running Free, durante la quale Dickinson si arrampica su un’impalcatura, con prevedibile terrore degli incaricati alla sicurezza. Dopo due ore di show, i sei salutano i fan e si ritirano. Pronti a continuare il loro fitto tour europeo, con la grinta che solo una delle più grandi band al mondo può avere.

 

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