Rimini non dovrebbe solo dedicare una piazza a don Giussani. Dovrebbe pure accendergli un cero

Dopo il no del Comune all’intitolazione di una rotatoria al fondatore di Cl, un lettore ha scritto al quotidiano Italia Oggi

In merito alla polemica sorta a Rimini sul “no” alla dedica di una rotatoria alla memoria del fondatore di Cl don Luigi Giussani (“no” motivato col fatto che è in corso un’inchiesta sul Meeting di Rimini), sul quotidiano Italia Oggi in edicola appare la seguente lettera.

Ho letto su Italia Oggi di questa decisione del consiglio comunale di Rimini di sospendere l’intitolazione di una piazza a don Giussani, sinché non si sarà chiusa l’indagine su quella Fondazione Meeting che nasce da Comunione e liberazione, il movimento fondato dal sacerdote.
Si vede che in riviera ci sono politico come l’onorevole Franco Monaco di Milano che, come ho letto, di nuovo su Italia Oggi, spiegava le malefatte di alcuni politici ciellini col pensiero stesso di Giussani.
A Rimini, con più di 30 anni di Meeting che ha riempito gli alberghi a stagione finita, e con altrettanti di Cl che ha portato migliaia e migliaia di persone a fare ritiri spirituali, riaprendo gli hotel chiusi, a Rimini, dicevo, dovrebbero accendergli un cero a don Giussani. Oltre a dedicargli la piazza.
Fabio Ugolotti – Parma

E l’onorevole Sergio Pizzolante (Pdl) ha invitato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, a «dare il via, al più presto, all’intitolazione della rotonda a don Giussani. E, visto che ci siamo, trovi anche un luogo degno da intestare a Papa Paolo Giovanni II, mettendo fine così a una querelle che non fa onore a Rimini. Ciò per una questione di rispetto della memoria di personalità illustri come don Giussani e papa Giovanni Paolo II, che è grave sia utilizzato per nascondere una scelta inspiegabile e vergognosa».
Secondo Pizzolante il primo cittadino ha fatto una brutta figura scaricando le colpe sul suo assessore. «Bacchetta il suo assessore perché “non doveva parlare”, inventandosi che ci sarebbe una candidatura, per la stessa rotonda, anche di Giovanni Paolo II. Immagino che il sindaco come prossima mossa proporrà il ballottaggio fra don Giussani e il Papa Santo. A meno che qualcuno non sollevi un nuovo caso, viste le vicende dello Ior, la banca Vaticana, e anche l’intestazione a Papa Giovanni Paolo II venga messa in discussione. Cosa dire? Gnassi farebbe una più bella figura a chiedere scusa e dare il via, al più presto, all’intitolazione della rotonda a don Giussani. E, visto che ci siamo, trovi anche un luogo degno da intestare a Papa Giovanni Paolo II, mettendo fine così a una querelle che non fa onore a Rimini». È grave anche il fatto che polemiche di questo tipo nascono nella città che ogni anno «fra Meeting ed altri eventi ospita 700/800 mila persone all’anno di un movimento religioso come Comunione Liberazione» e chiede al sindaco di scusarsi con queste persone per evitare «che, oltre al danno al buon senso, si provochi anche un danno materiale per la città».