Giulio Letta Visconti Arese: musicista e patriota

Il musicologo Massimiliano Broglia rende finalmente giustizia a un personaggio poco conosciuto della nostra storia

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litta-areseTutti conoscono Palazzo Litta a Corso Magenta a Milano e molti hanno dimestichezza con la storia della famiglia Litta, una delle più antiche dell’aristocrazia lombarda i cui vari rami hanno dato vari ministri al Regno d’Italia, nonché condottieri nella Milano del Medio-Evo e del Rinascimento. Un po’ meno noto è il delizioso Teatro Litta, un tempo teatro di corte ed ora rimodernato e diventato sede di interessanti sperimentazioni con un succulento cartellone annuale, dove non manca la cameristica e la stessa lirica. Di recente si è potuto gustare il Serse di Georg Friedrich Händel.

Veramente pochi sono coloro che sanno che tra tanti uomini di guerra e di stato, nell’albero genealogico (molto complesso a ragione di matrimoni ed imparenta menti vari, anche con aristocrazia sabauda) c’è anche un musicista: Giulio Litta Visconti Arese. Anche se passò gran parte della sua vita non nel Palazzo di Corso Magenta ma nella villa di famiglia (oggi conosciuta come Villa Litta) nei pressi di Monza (nota in tutto il mondo perché Vittorio De Sica vi girò gli esterni de Il Giardino dei Finzi Contini) fu milanese, e musicista milanese, al midollo.

All’epoca, il critico Carl Schmid, non certo simpatetico al movimento di unità nazionale italiano, lo definì uno dei migliori compositori (dilettante) che vanta l’Italia. Oltre alla cameristica, che all’epoca si eseguiva principalmente in saloni privati ed alla musica sacra, Giulio Litta Visconti Arese fu autore di opere, ora dimenticate, rappresentate nei maggiori teatri del Regno: Maria Giovanna al Carignano di Torino, Editta di Lorno al Carlo Felice di Genova, Il Violino di Cremona alla Scala (diretta da Franco Faccio). Sparirono dal repertorio (come molte opere di Franchetti, Rossi ed altri) perché appartenevano a quel “grand opèra padano” che venne travolto dall’innovazione di Cavalleria Rusticana e di cui l’unico esemplare ancora in circolazione è La Gioconda di Ponchielli.

Il musicologo Massimiliano Broglia rende finalmente giustizia a Giulio Litta Visconti Arese in un libro (Messo in musica dal Conte Giulio Litta Visconti Arese – Musicista, Patriota, Mecenate nella Milano dell’Ottocento, 228 pp., Zecchini Editore, 25 euro). Il volume non è solamente una biografia del compositore, ma contiene, oltre ad una bibliografia ragionata, un vasto estratto dell’epistolario e riproduzioni di belle riproduzioni dell’epoca. Interessa non solamente gli appassionati di musica ma gli storici e le “persone colte” che vogliono comprendere il ruolo degli intellettuali nel Risorgimento e nei primi vent’anni dell’Italia unitaria.

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