Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi alla Scala

Questo Sant’Ambrogio 2015 arriva al teatro di Milano con una rarità: Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi

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La sera del 24 novembre un comunicato del sempre efficiente ufficio stampa della fondazione ha informato che è stato raggiunto un accordo con i sindacati sulla vertenza in corso sull’occupazione, «nell’ambito di uno schema complessivo che interessa tutti i settori lavorativi». Lo rende noto il teatro in una nota precisando che «sono pertanto revocati gli scioperi annunciati e lo stato di agitazione». L’inaugurazione alle 18 di sera di Sant’Ambrogio è certa. Sempre la sera del 24 novembre e quella del giorno successivo, si poteva vedere in sale specialmente attrezzate il film in Hd Il Tempio delle Meraviglie dedicato alla storia ed al significato de La Scala nella storia e nella cultura d’Italia; dato che ha avuto il terzo posto al box office, è probabile che la Nexo Digital (che lo distribuisce) lo riproporrà nelle sale; non solo è molto bello ma è uno strumento indispensabile per assaporare l’atmosfera dell’inaugurazione della stagione scaligera.

Questo Sant’Ambrogio 2015 arriva alla Scala di Riccardo Chailly nelle vesti di Direttore Principale che propone una rarità Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi (poco rappresentata negli ultimi lustri ma apprezzata a Salisburgo l’estate 2013 quando è stata eseguita in forma di concerto essenzialmente con lo stesso cast che si vedrà nella Sala nella Sala del Piermarini).

La regia e la drammaturgia sono affidate a Moshe Leiser e Patrice Caurier. Giovanna d’Arco è un’opera  giovanile tratto da una tragedia di Schiller; l’eroina non finisce sul rogo, ma muore combattendo. Nel lavoro del poeta e drammaturgo tedesco, la Pulzella è combattuta tra la missione sovrannaturale e la propria natura umana, nell’opera la vicenda è ridotta ad un fatto di passione amorosa (per il Re di Francia) e di risorgimento nazionale. Nata, su libretto di Temistocle Solera, per essere un “colossal” con grandi tableaux storici e parate militari e, quindi, avere un contenuto nazional-popolare, la Pulzella d’Orléans che non era stata ancora canonizzata (ciò avvenne nel 1920) può essere presa per un’Anita Garibaldi.

In effetti, la “pulzella d’Oléans” era stata argomento di opere di Michele Carafa, Nicola Vaccai, Giovanni Pacini, tutte in chiave risorgimentale. Mentre un’opera sullo stesso tema di Peter Ill’ch Tchaikovsky, al pari di quella di Verdi da un dramma in cinque atti di Schiller, pur avendo un intreccio amoroso, resta più fedele alla verità storica: Giovanna non muore in battaglia (come nel lavoro di Solera e Verdi) ma sul rogo, tradita da un principe borgognone di lei invaghito.

Il ruolo della protagonista è scritto da Verdi per un soprano “anfibio”, Erminia Frezzolini  (ossia con una vocalità molto estesa) e per lei sono scritte le pagine più belle. E di maggiore difficoltà per Anna Netrebko.

In breve, questa inaugurazione riserverà sorprese.

Foto Ansa


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