Gina, tornata nelle Filippine dopo il tifone. La città «non c’è più», ma la sua famiglia sì: «Dio mi ha benedetta»

Gina Ladrera ha ritrovato marito e figli vivi una settimana dopo il passaggio di Haiyan: «Non avevano più niente da mangiare, Dio me li ha fatti ritrovare»

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Il tifone Haiyan che lo scorso 8 novembre ha devastato le Filippine lasciando dietro di sé quattro milioni di sfollati e migliaia di morti ha portato centinaia di filippini a scappare dalla distruzione, soprattutto a Tacloban, la città più colpita dove sono state accertate finora oltre 4 mila vittime. Gina Ladrera, invece, ha fatto il percorso inverso cercando disperatamente di entrare nella zona più colpita per trovare la sua famiglia.

TENDA E SACCO A PELO. Gina Ladrera, 39 anni, ha raccontato alla Cnn che si trovava a Hong Kong a lavorare come domestica quando il tifone ha colpito il suo paese natale. Dopo quattro giorni ancora non era riuscita ad avere notizie del marito e dei due figli di 10 e 11 anni: per questo ha deciso di prendere con sé una tenda, un sacco a pelo, dei viveri, qualche soldo e tornare a casa sua a Tanauan, appena 17 chilometri a sud di Tacloban.

«LA CITTÀ NON C’ERA PIÙ». «Non ti preoccupare, mi occuperò dei bambini»: queste le ultime parole che Pedro, marito di Gina, le ha detto prima dell’arrivo di Haiyan. Arrivata a Tacloban, Ladrera scopre che non ci sono più telefoni funzionanti e anche quello del marito è staccato. Riesce a recarsi nella sua città grazie all’esercito e scopre che «la mia città non c’era più, spazzata via in un mare di detriti». Tra le rovine e le macerie, però, Ladrera trova anche una capanna costruita con mezzi di fortuna. All’interno erano riparati suo marito e i due figli: «Erano scioccati. Non si aspettavano di vedermi e sono scoppiati a piangere. Dio mi ha benedetta, grazie a lui li ho ritrovati».

NIENTE DA MANGIARE. La famiglia di Gina si è salvata arrampicandosi sul tetto della casa, dove sono rimasti per quattro ore fino a quando il tifone non è passato. Successivamente, anche la loro casa sarebbe crollata, ma orami erano salvi. «Quando sono arrivata non avevano più niente da mangiare e ho dato loro quel poco che mi ero portata dietro». Ora la famiglia di Gina si è trasferita nella capitale, lei invece è tornata a Hong Kong «a lavorare per la mia famiglia».

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