Giacomo Poretti: Vado al Meeting e tutti mi chiedono “perché?”

Bella e divertente lettera del comico che quest’anno parteciperà agli incontri di Rimini. “Sono due anni che mi ronza in testa una frase del cardinale Scola”

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“Uno può decidere di andare a farsi una vacanza in un albergo a Dubai in una camera luxury che comprende campo da tennis in erba, piscina olimpionica con trampolino, pista da go kart, tutto quanto in camera, ovviamente vista mare, al costo di 12.000 euro a notte, extra esclusi, e nessuno ti dice niente”. Invece, se vai al Meeting di Rimini, tutti ti chiedono “perché?”. Persino “mia madre me lo ha chiesto”.
Scrive così oggi su Avvenire Giacomo Poretti, il celebre comico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, spiegando la sua partecipazione alla kermesse riminese, cui parteciperà per presentare il suo libro Alto come un vaso di gerani (un libro da leggere, come vi avevamo raccontato qui).
Giacomino elenca una serie di strampalate attività estive per le quali nessuno sembra scandalizzarsi, come “partecipare a una gara di lancio della forma di formaggio o iscriversi al Walser ultra trail (una gara di corsa in montagna con un dislivello di 5330 metri)”. Oppure mandare “vostro figlio in prima elementare e assieme alla cartella, l’astuccio e il quaderno a quadretti, dotarlo anche di un iPhone 5 per farvi chiamare all’intervallo e farvi dire dal pargolo se la merenda è stata interamente consumata, e nessuno dovrà osare dirvi niente”. Addirittura, “potete anche decidere di avere un figlio a tutti i costi, e non potendovelo permettere in modo naturale, andate su internet e comprate un utero in affitto al modico prezzo di 25.000 mila dollari. Vi prenotate anche un aereo per l’India, vi portate vostro figlio in vitro e poi in loco verrà impiantato all’affittuaria: dopo nove mesi di lievitazione potrete tornare a casa. E naturalmente nessuno potrà permettersi di dirvi niente”.

Il comico prosegue su questa linea citando altri esempi, per arrivare infine al punto: “Ma se per caso decideste di partecipare al Meeting di Comunione e Liberazione tutti vi chiederanno: ‘Perché?’. E’ quello che sto sperimentando in questi giorni con amici, conoscenti, vicini di ombrellone, e perfino mia madre, che quella volta che andai a vedere il concerto di Bob Marley e tornai a casa con uno zaino pieno di zolle di erba di San Siro non disse nulla, ma ora mi ha chiesto come mai ho deciso di partecipare al Meeting”.
Il motivo, spiega l’attore, non sono solo le frasi che la madre gli ha sempre ripetuto (“bisognerebbe applicarsi nella pratica dell’ascolto bla bla bla”), quanto una frase che “mi ronza per la testa da lameno un paio di anni, da quella volta che incontrai un cardinale che era stato anche lui di Comunione e Liberazione, ed era appena diventato il sindaco delle anime di Milano. Quella volta il cardinale Scola, tra le tante cose interessanti, disse che la cosa più importante di tutte, era ‘l’attitidine a stare nella relazione con l’altro’ e che la qualità che bisognava sforzarsi di sviluppare era ‘l’attitudine all’ascolto dell’altro che diventa veramente proficua quando la mia convinzione si fa così docile e disponibile fino alla possibilità di farmi convincere dall’altro e assumere la sua stessa idea'”.

Un affare mica semplice, scrive Giacomino, soprattutto oggi, soprattutto in Italia, soprattutto se pensiamo a noi stessi (“è una battaglia giornaliera con chiunque, ma il problema non sono io, sono gli altri che non sono disposti a cambiare idea!”). Così oggi il nostro paese appare come il luogo dove “nessuno si sopporta più e dove tutti si stanno sulle balle reciprocamente”. “Vabbè mamma – conclude con una battuta il comico – io ci vado, se il buon Dio me ne chiederà conto, darò la colpa al cardinale”.

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