Germania. La diocesi cattolica di Essen invoca i matrimoni gay

In linea con il sinodo della Chiesa tedesca, un video della diocesi chiede l’abolizione dei principali insegnamenti di Roma in tema di morale sessuale

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La diocesi cattolica di Essen, nello stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha pubblicato un filmato dal titolo “Esaminare e cambiare la Chiesa” nel quale i dipendenti della diocesi chiedono il riconoscimento dei «matrimoni omosessuali» e la sostanziale abolizione dei principali insegnamenti della Chiesa in tema di morale sessuale.

«SONO CATTOLICO, GAY E SPOSATO»

«Sono gay, cattolico, sposato con mio marito dal 2004 e lavoro per la Chiesa cattolica dal 1996. Gli amici mi chiedono sempre: com’è possibile? Onestamente, a volte soffro a lavorare per una istituzione che mi rigetta e rigetta la mia sessualità, il nostro matrimonio», spiega Rainer Teuber. Sabrina Kuhlmann, consigliera pastorale della diocesi, aggiunge: «Anche coloro che non sono eterosessuali, che vogliono vivere insieme anche senza sposarsi, coloro il cui matrimonio è fallito e vogliono provare di nuovo, tutti coloro che non si conformano alla norma della Chiesa, anche loro sono fedeli».

La direttrice della diocesi, Claudia Fockenberg, spera dunque che «la Chiesa si allontani dalla terminologia “morale sessuale”, e la ridefinisca per accettare la sessualità di tutti gli individui. È un bisogno fondamentale e un diritto di tutti».

IL SINODO PER STRAVOLGERE LA DOTTRINA

Il video si inserisce nel solco del cammino sinodale iniziato dai vescovi tedeschi con l’obiettivo di stravolgere dottrina e pastorale cattoliche in Germania. Il primo incontro del sinodo è avvenuto a gennaio, il secondo doveva tenersi a settembre, ma è stato spostato a febbraio a causa del coronavirus. Il cammino dovrebbe chiudersi a febbraio 2022.

Secondo un sondaggio pubblicato a luglio da Die Tagespost il 30 per cento dei cattolici tedeschi «sta pensando di lasciare presto la Chiesa». A giugno, l’annuale pubblicazione delle statistiche ufficiali della Chiesa tedesca, ha certificato un calo record dei fedeli: 272.771 persone hanno abbandonato la Chiesa cattolica nel 2019 contro i 216.078 del 2018. Molti di coloro che presentano una rinuncia scritta, lo fanno per motivi economici: chi si registra come fedele cattolico, infatti, deve versare obbligatoriamente l’8-9% dei propri guadagni attraverso la dichiarazione dei redditi alla Chiesa. Chi non si registra, o rinuncia, non può ricevere i sacramenti né un funerale religioso. Come spiegato da Tempi nell’articolo  “Germania, una Chiesa così perfetta che Cristo è un optional“, la tassa ecclesiastica «è l’elemento più problematico» in Germania.

NESSUNO ASCOLTA BENEDETTO XVI

Secondo i vescovi, invece, per tamponare l’emorragia di fedeli è necessario “aggiornare” la Chiesa, per avvicinarla al sentire del mondo. Questa strategia, che non ha portato giovamento alla Chiesa evangelica tedesca, tanto in crisi quanto quella cattolica, è sostenuta dalla stragrande maggioranza dell’episcopato tedesco e dal cardinale Reinhard Marx, che ha ribadito più volte: «Il sinodo sarà vincolante».

Nessuno sembra ricordare che il papa emerito Benedetto XVI, in visita a Friburgo nel 2011, invocò piuttosto per la Chiesa tedesca una «entweltlichung», una demondanizzazione. E a Peter Seewald nel Sale della terra parlò a riguardo del suo paese natale di strutture e istituzioni magari efficienti sul piano mondano, ma vuote di spirito e, dunque, inutili, se non nocive.