«Genitore 1 e 2, che assurdità. Lo zapaterismo è arrivato in Francia»

Intervista al professor Israel: «Tutta colpa del politicamente corretto europeo. Siamo di fronte a un rovesciamento di buonsenso e la famiglia tradizionale rischia di diventare quella “non ufficiale”».

Mamma e papà, parole antiche come il mondo e dal destino sempre più incerto. In Spagna sarebbero dovuti diventare genitore A e genitore B. In Francia dal 31 ottobre potrebbero chiamarsi genitore 1 e genitore 2, se il progetto di legge su “matrimonio e adozione per tutti” avrà l’approvazione del Consiglio dei ministri. La motivazione è facilmente prevedibile: permettere il matrimonio e l’adozione anche alle coppie omosessuali. «Lo zapaterismo continua a passare sull’Europa come una specie di tormenta» è il commento amaro del professor Giorgio Israel, ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università La Sapienza di Roma.

E continua a far danni.
È passato sulla Spagna e ha lasciato delle tracce che sarà difficile cancellare. Adesso lo zapaterismo rivive in Francia e lascia delle nuove tracce. È veramente singolare che con tutti i problemi che il paese ha, il presidente Hollande metta mano a un progetto di legge di questa natura, senza considerare tutti i provvedimenti a cui sta lavorando, che sfasceranno definitivamente la scuola. Tutte queste misure fanno parte del politicamente corretto europeo che oltre che essere folle, come lo è il politicamente corretto, è anche di Stato. Incredibile.

Che incidenza culturale potrebbe avere questa legge?
Gravissima. Alternerebbe in modo grave e assurdo il rapporto tra genitori e figli. È facile dire “in famiglia potrete comunque chiamare i vostri genitori papà e mamma”. Nella realtà ogni cambiamento, ogni parola, viene percepita e assimilata e si ripercuote suoi rapporti familiari. Tempo fa ebbi uno scambio di battute con un esponente omosessuale che mi ricordava questa presunta libertà di usare le parole mamma e papà tra le quattro mura domestiche, ma stiamo scherzando? In questo modo si giunge al paradosso per cui l’istituzione familiare deve nascondersi dentro casa e le altre forme di famiglia diventano “ufficiali”. Siamo di fronte a un rovesciamento di buonsenso, della natura stessa e di tutto ciò che è evidente ed elementare.