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«Chi ha davvero a cuore Gaza deve aiutare a disarmare Hamas»

Di Leone Grotti
20 Ottobre 2025
«Il gruppo terrorista non consegnerà le armi volontariamente. Servono migliaia di soldati, con forza aerea, mezzi corazzati, intelligence e un mandato chiaro: tutto ciò che non aveva l'Unifil in Libano, insomma». Intervista a Jacob Stoil (Modern War Institute)
Dopo il cessate il fuoco, Hamas ha dispiegato per le strade della Striscia di Gaza settemila soldati
Dopo il cessate il fuoco, Hamas ha dispiegato per le strade della Striscia di Gaza settemila soldati (foto Ansa)

Ora che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è stato raggiunto, la tentazione internazionale e mediatica è quella di rivolgere altrove la propria attenzione. Ma è proprio adesso che inizia la fase più delicata per la Striscia di Gaza, che non avrà un futuro di pace se il governo palestinese provvisorio, previsto dal piano di pace in 20 punti di Donald Trump e composto da 15 tecnocrati, non potrà insediarsi e non avrà mano libera di operare. E perché questo accada «Hamas deve essere disarmata», dichiara a Tempi Jacob Stoil, direttore del dipartimento di Storia applicata presso il Modern War Institute, centro statunitense dedicato allo studio della guerra. «Ci sono molti paesi che dicono di avere a cuore il futuro di Gaza e quello dei palestinesi: adesso è arrivato il momento di dimostrarlo», afferma parlando a nome proprio e non del governo americano. Dopo la firma del cessate il fuoco, sono riapparsi nella Striscia almeno settemila terroristi di Hamas. E subito sono iniziati scontri...

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