Garante detenuti Milano: «A San Vittore sovraffollamento spaventoso»

Intervista a Alessandra Naldi. «In stanze per due persone, ce ne sono sei, con due letti a castello di tre piani, che impedisco di aprire le finestre e persino di alzarsi insieme»

«Il solo mantenimento dei detenuti costa 130 euro al giorno», spiega a tempi.it la Garante dei detenuti del Comune di Milano, Alessandra Naldi. «Se le risorse destinate all’esecuzione della pena fossero ripartite meglio, e si investisse per l’assistenza fuori dal carcere, lo Stato potrebbe risparmiare molto». Naldi è reduce, assieme a una ventina di rappresentanti di Camera, Senato, Regione, Provincia e Comune di tutti i partiti, da una visita al penitenziario San Vittore di Milano.

Naldi, il governo ha varato un nuovo piano per limitare il sovraffollamento delle carceri. Servirà? 
Difficile credere che basterà questo a portarci fuori dall’emergenza e dalle condizioni di violazione della dignità umana, stabilite anche dalle corti europee. Occorrerebbe risparmiare sul carcere e investire sulle politiche sociali, approvando una normativa adeguata per gli immigrati clandestini, i tossicodipendenti e gli indigenti. Che senso ha portarli in carcere se poi quando escono sono lasciati soli, senza assistenza e in condizioni che portano più facilmente a violare le leggi?

A San Vittore, qual è la situazione?
È quella denunciata più volte. Con due dei sei raggi chiusi, i detenuti vivono in condizioni spaventose. Nel quinto e sesto raggio il sovraffollamento è spaventoso: in stanze per due persone, ce ne sono sei, con due letti a castello di tre piani, che impedisco di aprire le finestre e persino di alzarsi insieme. Tenendo conto che molti dei detenuti sono in attesa di giudizio, e spesso in carcere per reati minori, si potrebbe fare molto per migliorare la situazione.

Condizioni tali da aumentare decisamente la recidiva.
Non c’è solo il problema della recidiva, ma anche della pericolosità sociale. A causa dell’abbruttimento a cui le persone sono sottoposte, a San Vittore quasi tutti i detenuti prendono ausili medici per dormire. E il 30 per cento utilizza farmaci per problemi mentali. Sono persone spesso indigenti, che non possono permettersi assistenza medica. Quando escono di carcere interrompono la cura psichica bruscamente e ciò li rende molto pericolosi. Anche per questo c’è bisogno di più assistenza.

Le norme per gli arresti domiciliari esistono. Perché non sono applicate?
Alcuni carcerati non possono andare agli arresti domiciliari perché non hanno domicilio. Anche in questo caso, bisogna trovare una soluzione. Investire i soldi risparmiati sul mantenimento dei detenuti per domicili temporanei.