Nelle scuole francesi arriva la “Carta della laicità”. Così si farà la guerra ai cattolici e al sessismo «fin dall’asilo»

La religione di Stato si insegna sui banchi di scuola. La neutralità è solo un paravento. Ma si finisce nel grottesco auspicando che sui libri di testo si segnali «l’inclinazione sessuale di ogni personalità di rilievo»

Vi ricordate di Vincent Peillon, il ministro dell’istruzione francese? Quello convinto che «non si potrà mai costruire una paese libero con la religione cattolica»? Quello secondo cui «abbiamo lasciato la morale e la spiritualità alla Chiesa cattolica. Dobbiamo sostituirla»? Vi ricordate di lui?
Bene. Il ministro ha fatto diffondere nelle scuole francesi una Carta della laicità che, in realtà, è il perfetto esempio di clericalismo laicista (la potete leggere qui). Oggi, sul Foglio, Giulio Meotti ricostruisce alcune delle idee di Peillon che i lettori di tempi.it conoscono bene. Ad esempio, Peillon è convinto che «le scuole private non debbano parlare di matrimonio» ed è favorevole all’introduzione nelle classi di letture quali Papà porta la gonna che ha lo scopo di insegnare ai più piccoli che i sessi si possono cambiare a piacimento, «permettendo in questo modo di affrontare i temi del sessismo e dell’omofobia, che sono legati».

KIT DI CONSAPEVOLEZZA. Tutti segnali che mostrano come la presunta neutralità rivendicata da Peillon sia un semplice paravento per imporre idee di una precisa corrente culturale. Solo che ora, nella Francia di Hollande (quello che propone la leader delle Femen come nuova Marianna), questa laicità è imposta a scuola.
Il Foglio ci informa anche del fatto che in un rapporto fatto preparare da Peillon si parla di omofobia in questi termini: «L’omofobia è diventata un reato e la scuola della Repubblica deve insegnare a vivere insieme, combattendo la discriminazione contro tutti Lgtb (lesbiche gay bisex e Trans, ndr)». Fra gli strumenti a disposizione delle scuole, scrive Meotti, «si raccomanda un “kit di consapevolezza”, con opuscoli e materiale divulgativo per il personale docente. Peillon ha dichiarato che si concentrerà sull’“educazione sessuale, la vita affettiva, la costruzione dell’identità e la sofferenza a causa della discriminazione”».

RIMBAUD, GAY. Per questo occorre cambiare anche i libri di testo «perché insistono a non menzionare che certe figure storiche o autori erano Lgbt anche quando questo fatto spiega in larga parte il loro lavoro, come per il poeta Arthur Rimbaud». Ne è convinta il ministro dei Diritti delle donne, Najat Vallaud-Belkacem che vorrebbe che sui libri di testo fosse scritta «l’inclinazione sessuale di ogni personalità di rilievo». Questo «sarebbe utile per le coppie gay con figli, per far vedere che la loro esistenza è in realtà ordinaria».
Insomma, come spiega sempre Meotti, l’idea di Hollande e dei suoi ministri è che la scuola diventi l’ambito educativo in cui inculcare i precetti della religione di Stato. Perché bisogna fare una«guerra al sessismo fin dall’asilo».