Francia, il governo Hollande apre un sito per «sponsorizzare» l’aborto e mettere a tacere i pro-life

Lo ha deciso il ministro della Salute Najat Vallaud-Belkacem: l’aborto sarebbe «sotto attacco» perché alcuni siti lo descrivono come un atto che ha «conseguenze» per le donne

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Najat Vallaud-Belkacem, ministro degli Affari sociali e della Salute francese, si è accorta che «i diritti all’aborto e alla contraccezione sono vittime di attacchi insidiosi» e per questo ha deciso di aprire un sito governativo per «sponsorizzare l’interruzione di gravidanza». L’obiettivo del ministro è contrapporsi ai siti che fanno vedere anche le problematiche e i rischi per la donna che decide di abortire. «Bisogna controllare internet per vedere quanto i movimenti anti-aborto sono presenti», ha detto il ministro allarmata il giorno di lancio del nuovo sito.

VIETATO PARLARE DEI RISCHI. Le paure del ministro del governo Hollande sono ben indicate da un articolo del Le Monde: «Se si scrive IVG (interruzione di gravidanza, ndr) su Google, il primo sito che appare è ivgpoint.net: “Tutte le informazioni su IVG e aborto”. Uno spazio neutro in apparenza ma che diffonde in realtà informazioni erronee e che colpevolizzano le donne».

SITI DA CENSURARE. Qual è la colpa di questo sito, definito con spregio “pro-life”? Ad esempio, in prima pagina, si legge: «L’aborto non è un atto insignificante. Dal punto di vista medico e psicologico comporta dei rischi per la donna che possono comparire subito o nel tempo». Affermazioni «pericolose» e da censurare per il ministro Vallaud-Belkacem, che si vanta del fatto che in Francia vengano praticati ogni anno 220 mila aborti. Il pericolo, continua il Le Monde, è che questi siti «possano avere una certa forza di persuasione, soprattutto su donne sole o di campagna», e magari addirittura convincerle a rinunciare all’aborto.

PAGARE GOOGLE. Il nuovo sito governativo ivg.gouv.fr, consiglia il ministro, «deve essere diffuso perché permette di ottenere informazioni neutrali e attendibili in tutta semplicità sull’aborto, che è un diritto di tutti». Il governo francese pagherà anche Google per far sì che il sito compaia più in alto possibile tra i risultati delle ricerche, così da nascondere i siti «infiltrati» che osano ricordare che l’aborto, implicando l’uccisione di un bambino, non è un atto «senza conseguenze» per le donne.

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