Per i giudici francesi spaccare vetrine è meno grave che portare la maglietta con il logo della famiglia

Nicolas (Manif) è stato processato per direttissima e condannato a quattro mesi di prigione. L’uomo che ha spaccato vetrine domenica scorsa è stato rilasciato e rinviato con calma a settembre

Dura lex, sed lex. Così si sono giustificati governo e magistrati davanti alle centinaia di proteste per la condanna a quattro mesi di prigione, di cui due obbligatoriamente in carcere, di Nicolas, manifestante di 23 anni della Manif pour tous oggi in prigione dopo che un processo per direttissima l’ha trovato colpevole di “ribellione”. Sentenza esagerata per molti e dovuta alla fobia del governo verso chi si oppone al matrimonio gay, puntuale applicazione della legge per altri.

PROTESTE ANTIFASCISTE. A far vacillare le convinzioni di questi ultimi è la notizia uscita ieri del processo rimandato a settembre di un uomo di 34 anni, che ha partecipato alle proteste «antifasciste» e violente di domenica scorsa a Parigi, accusato di «ribellione» e «manifestazione non autorizzata», proprio come Nicolas.

VETRINE SPACCATE E ARMI ILLEGALI. L’uomo, insieme ad altre 6 mila persone, ha manifestato contro i «neofascisti» domenica scorsa in memoria della morte del giovane Clément Méric, militante di estrema sinistra ucciso il 5 giugno da un gruppo di estrema destra, ed è responsabile di diverse vetrine infrante e «beni immobili danneggiati» nel quartiere di Opéra. L’uomo è stato messo in guardia a vista insieme a un suo compagno: questo, arrestato per porto d’armi illegale, è stato rilasciato dopo 24 ore, il secondo sarà appunto processato con tutta calma a settembre.

FAMIGLIA È PIÙ PERICOLOSA. Da qui le proteste dei sostenitori di Nicolas, che denunciano i due pesi e due misure utilizzati dalla magistratura francese. Il fondatore dei Veilleurs, infatti, non solo è stato portato in tribunale immediatamente, ma la sera stessa del giudizio ha passato la notte nella prigione di Fleury-Mérogis, dove resterà due mesi. Vedremo se la Francia, come sembra, ritiene più grave portare una maglietta con il logo di una famiglia o il danneggiamento di vetrine e case.