Football, canzonette e falsi profeti

Sport uber alles

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Perché vi stupite, o gente da bar del lunedì? Perché vi stupite di tutto questo bailamme su arbitri e poteri (Juve-Roma), su stranieri e razzismo (Fascetti-Diawara), su presidenti e ritiri punitivi (Gaucci e il Perugia)? Falsi profeti, davanti a tutto questo, sostengono che il calcio sta morendo, che è tutto da rifare. Menzogne, il calcio è come il festival di Sanremo, non morirà mai. Anche perché, i tromboni che lo contestano, vivono per esso. Esempio: per anni ci hanno spappolato le palle invocando la musica di qualità, hanno deriso i Jalisse, il povero Pippo Baudo (un minuto di raccoglimento), la democristianità del festival. Arrivano Fazio, Jovanotti, Bono, D’Alema, il politically correct e non gli va bene neanche quello. Rivogliono (in questo mi associo) i tanga di Anna Oxa. Pippo Baudo sta a Sanremo come il designatore Casarin sta agli arbitri: li hanno insultati in tutti i modi, adesso li rimpiangono. Non gli va mai bene niente, così sopravvivono. Lunga vita al football (e al festival).

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