Folli: «La Lega attraversa una crisi devastante. Bossi vittima di un complotto? Possibile»

Intervista a Stefano Folli, editorialista del Sole 24 ore, sulle prospettive future del partito del Carroccio. «O si parla di pulizia o si parla di complotto. Roberto Maroni si vuole prendere carico della ricostruzione della Lega. Vedremo se riuscirà».

«Difficilmente ho visto situazioni così critiche negli ultimi mesi pari a quella della Lega». Commenta così a tempi.it l’editorialista del Sole 24 ore Stefano Folli la situazione del Carroccio, travolto dagli scandali e dalle notizie di dimissioni e scontri per la presa del potere.

La Lega è in crisi?
Di più, è in una crisi devastante. Difficilmente ho visto situazioni così critiche negli ultimi mesi. E adesso si tratta di ricostruire il movimento e di restituire un senso generale all’azione politica del Carroccio. È una missione di cui si è preso carico, in toto, Roberto Maroni e, se ci riesce, porterà a termine una grande missione. A mio parere, lui ne è sicuramente in grado. Vedremo.



Lei crede nel “complotto” ai danni del leader Umberto Bossi?

Può anche essere che ci sia una fonte interna al partito che abbia originato l’intero scandalo, ma secondo me non è importante. Insieme all’idea del “complotto” è giunta forte la voce di Maroni: «Pulizia, pulizia, pulizia». Secondo me, le due cose non possono stare insieme. O la scopa o il complotto. Una cosa esclude inevitabilmente l’altra.



I partiti devono cercare di riformare il sistema del finanziamento pubblico?

A mio parere, credo che bisogna restituire un controllo effettivo da parte degli elettori sui meccanismi di finanziamento dei partiti. È inutile inerpicarsi in diecimila livelli di controllo. Piuttosto, si lasci la possibilità all’elettore, al singolo cittadino, di contribuire al sostentamento dei movimenti. Anche con criteri fiscali, come il 5 per mille. Oppure seguendo l’ipotesi di Pellegrino Capaldo, facendo delle donazioni con un tetto non troppo elevato decurtabili in parte dalla dichiarazione dei redditi. Il cittadino avrebbe così in mano il bandolo della matassa. E i partiti sarebbero obbligati a ritrovare credibilità per essere seducenti agli occhi di coloro che devono sostenerli. Sarebbe un metodo positivo e virtuoso rispetto al sistema di oggi, che vede molti partiti incapaci di gestire una quantità di denaro così elevata.



Gli scandali affosseranno il Carroccio alle prossime elezioni?

Le amministrative sono elezioni particolari, perché si giocano tutte sul territorio. Chi vince, di solito, è chi riesce a intrattenere rapporti diretti con i singoli amministratori. È possibile che la Lega possa mobilitare i propri militanti in quei luoghi dove sono avvantaggiati per vicinanza culturale, e così limitare i danni. In vista delle politiche, invece, prevedo maggiori difficoltà, perché questo stretto rapporto con il singolo cittadino viene meno.
twitter: @DanieleCiacci