Flat tax. Il principio di progressività «non può diventare una corda cui impiccarsi»

Arturo Diaconale, direttore dell’Opinione, è favorevole alla proposta di abbassamento delle tasse e l’introduzione di un’aliquota fissa per far ripartire l’economia italiana facendola uscire dalla stagnazione

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In quanto liberale, Arturo Diaconale, direttore del giornale L’Opinione delle libertà e membro del Consiglio di amministrazione della Rai, si dichiara «assolutamente favorevole» alla proposta di riforma fiscale avanzata dall’Istituto Bruno Leoni. Il Think tank propone l’introduzione della flat tax, una sola aliquota fissa al 25 per cento per tutte le principali imposte del nostro sistema tributario, l’abolizione di Irap e Imu e la ridefinizione delle modalità di finanziamento di alcuni servizi pubblici come sanità e istruzione (si mantiene la gratuità del servizio per la maggior parte dei cittadini, ma si imputa solo ai più abbienti il costo in termini assicurativi). Questo modello consentirebbe di abbassare la tassazione (ad oggi vero e proprio macigno per famiglie e imprese) e di semplificare il nostro sistema tributario.

IL GUADAGNO. «La riduzione delle imposte consentirà di promuovere la legalità fiscale, perché tutti, pagando meno, si sentiranno meno propensi ad evadere. Lo Stato rinuncia a una parte delle tassazione, ma al contempo ci guadagna nella lotta all’evasione» commenta Diaconale. I benefici di questo modello sono già attestati in altri paesi, per esempio negli Stati Uniti, ricorda Diaconale, dove l’economia ha fatto un balzo in avanti e ha cominciato la ripresa. Lo schema generale deve però adattarsi in maniera elastica e funzionale al contesto dei singoli paesi: «C’è chi parla di un’aliquota al 23 per cento, altri al 25 o 15. Se ne può discutere, l’importante è che alla fine si adotti questo strumento fondamentale per spezzare il meccanismo della stagnazione e della paralisi che da anni frena il nostro paese».

SCHIAVI DEL SISTEMA FISCALE. Gli oppositori della flat tax sostengono che un’imposta ad aliquota fissa per tutti andrebbe contro il principio della progressività, tutelato dalla Costituzione. «Questo criterio astratto non può diventare una corda a cui impiccarsi» ribatte Diagonale. «Il principio della progressività è stato usato in maniera esasperata e portato all’eccesso fino a diventare addirittura dannoso. Oggi, con questo criterio, si impongono tasse pesantissime a imprese e cittadini che ci rendono schiavi del sistema fiscale e gravano sullo sviluppo dell’economia».
È da anni che si parla di riformare e semplificare il sistema tributario, ma «il nostro è un paese dove un pauperismo radicale utilizza la leva fiscale per creare una società in cui regni la totale uguaglianza. Il risultato è che tutti siamo uguali, sì, ma nella generale povertà. Ora è arrivato il momento di correggere questa stortura con lo strumento della flat tax, ma prima di tutto ci vuole una rivoluzione culturale».

Foto Ansa

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