Figli ogm con tre Dna, il governo inglese vuole «passare la linea rossa» nonostante i dubbi della scienza

La tecnica permetterà la nascita di “bambini con tre genitori”. Dopo una consultazione di tre mesi, l’esecutivo ha dichiarato che intende approvarla

dnaI bambini geneticamente modificati con tre genitori «potrebbero essere fatti nei laboratori inglesi già il prossimo anno». Il governo inglese, attraverso una nota pubblicata ieri dal ministero della Salute, ha dichiarato che in seguito a una consultazione durata tre mesi ha deciso di portare davanti al Parlamento il regolamento che permetterà la legalizzazione della tecnica.

FIGLI DI TRE GENITORI. Per evitare la trasmissione genetica di malattie causate da mitocondri danneggiati, che in Inghilterra riguardano un bambino su 6.500, gli scienziati hanno inventato una tecnica che attraverso la fecondazione assistita permette di sostituire nell’ovulo della madre i mitocondri danneggiati con quelli presi dall’ovulo di una donatrice terza. L’embrione risultante dalla fecondazione con lo spermatozoo di un uomo deriverà quindi da tre diversi Dna. Secondo quanto dichiarato dall’autorità inglese Hefa a giugno, la tecnica «non sembra pericolosa» e potrebbe prevenire malattie molto gravi.

PRIMI BAMBINI NEL 2016? Così, in seguito a una consultazione pubblica ordinata dal ministero della Salute, che tra il 27 febbraio e il 21 maggio ha ascoltato 1.857 tra esperti, associazioni, medici e malati, il governo ha deciso di approvare la tecnica, che per essere legalizzata ha bisogno di un’approvazione ad hoc del Parlamento. Secondo la nota, l’approvazione potrebbe avvenire già ad aprile 2015, così che i primi bambini con tre genitori potrebbero nascere nel 2016.

CONSULTAZIONE NEGATIVA. La procedura, però, è molto controversa e la sua scientificità non è acclarata. La maggioranza dei 1.857 esperti sentiti dal ministero si è detta infatti contraria alla legalizzazione della tecnica, vietata per ora in tutto il mondo, ma il governo ha deciso di non tenerne conto. Gli stessi scienziati dell’Hefa che hanno caldeggiato l’approvazione non sono però sicuri del risultato: «Passare dalla ricerca alla pratica clinica implica sempre un certo grado di incertezza», ha dichiarato Andy Greenfield (Hefa) al Telegraph. «Anche se la legge viene cambiata, il trattamento non potrà essere offerto da un giorno all’altro. L’Hefa si assicurerà, sempre che sia possibile, che la tecnica funzioni e sia sicura».

«MERCATO EUGENETICO». L’incertezza degli stessi scienziati che sponsorizzano la tecnica spiega perché la maggior parte degli esperti conservi molti dubbi. Il direttore di Human Genetics Alert, David King, ha affermato: «Tra 15 anni, quando saremo nel bel mezzo di un mercato eugenetico di bambini disegnati su misura, la gente guarderà a questo momento come quello in cui la “red line” etica è stata superata».
Anche gli Stati Uniti, che a febbraio hanno cominciato a ragionare sulla possibilità di legalizzare la tecnica, hanno fatto per ora un passo indietro: «È pericoloso. Queste tecniche cambieranno ogni cellula nel corpo dei bambini nati e queste alterazioni sarebbe tramandate alle generazioni future. Gli effetti tra 10 anni potrebbero essere devastanti», ha affermato Marcy Darnovsky dell’Agenzia del farmaco americana. Infine, è da notare che tutti gli esperimenti condotti fino ad ora in America non hanno portato ad alcun risultato e i programmi di ricerca sono stati sospesi.

VIETATO CONOSCERE LA SECONDA MADRE. L’Inghilterra è comunque decisa ad andare avanti e le linee guide approvate dal governo, e che dovranno essere votate dal Parlamento, prevedono che il trattamento abbia un costo che si aggira intorno ai 20 mila euro. Non è specificato se il Sistema sanitario nazionale lo farà rientrare nella copertura garantita. Inoltre, il bambino con tre genitori non potrà mai conoscere l’identità della seconda madre, della quale potrà solo venire a sapere «dettagli non identificativi» dopo aver compiuto i 16 anni. La tecnica, infine, dovrà essere approvata dall’Hefa «caso per caso» in base a chi richiede il trattamento.