Festa Lombardia, Carugo: «Soldi al buono scuola, non per cambiare il simbolo lombardo»

Il capogruppo leghista Renzo Bossi ha chiesto che all’unità d’Italia il 17 marzo corrisponda una festa della Lombardia il 29 maggio. Bossi jr ha anche proposto di eliminare la Rosa Camuna per la Croce di San Giorgio nella bandiera lombarda. Il consigliere Stefano Carugo: «Un cambio di bandiera vorrebbe dire in termini di soldi una grossa spesa»

Festeggiare sì, ma senza l’astensione dal lavoro. Per il momento i lumbard non si smentiscono e fanno festa continuando a lavorare, sembrano dire i politici lombardi dopo la seduta del Consiglio regionale di ieri, a seguito del dibattito portato avanti dai leghisti sulla giustezza o meno di celebrare anche in Lombardia l’unita d’Italia, prevista per il 17 marzo.

Il capogruppo in cravatta verde Renzo Bossi ha chiesto che a quella celebrazione corrisponda un’altrettanto giusta festa della Lombardia il 29 maggio, giorno della battaglia di Legnano, (1176), con la quale i padani riuscirono a sconfiggere l’imperatore Federico Barbarossa.

Mettere d’accordo tutti è complesso. Anche perché intanto viene avanzata da Bossi Junior anche la richiesta di un cambio di simboli sulla bandiera della Regione Lombardia: fuori la Rosa Camuna, dentro la Croce di San Giorgio. «E’ già utilizzata dal Comune di Milano e da altri Comuni della nostra regione. Quindi non mi sento di appoggiare l’idea» dice Stefano Carugo, consigliere pidiellino.

«Discutendo ieri dopo la seduta con i colleghi leghisti, facevo notare loro che c’è una contraddizione nella proposta di festeggiare il 29 maggio: quel giorno infatti cade di domenica, giorno in cui non si lavora» continua Carugo. «E allora perché quel giorno? E poi che festa dovremmo santificare?».

La croce rossa su sfondo bianco è poi anche usata come parte dello stemma dall’Inter, che oggi tra l’altro riceverà l’Ambrogino d’oro. «Da milanista non posso permettere una cosa del genere, finirebbe per dividere invece che unire. La cosa adesso passerà nelle mani delle commissioni tecniche e poi di quelle competenti. Vedremo come la cosa andrà avanti, ma non dimentichiamoci che un eventuale cambio di bandiera vorrebbe dire in termini di soldi una grossa spesa. Dai loghi alle carte intestate, tantissimo materiale da aggiornare. E io credo che i cittadini lombardi preferiscano mettere soldi da parte per il buono scuola piuttosto che per questo» conclude il consigliere.