Federico Fellini e Giulietta Masina: quei difficilissimi cinquant’anni insieme

Nel giorno di San Valentino, l’omaggio di tempi.it a una delle coppie cinematografiche più belle, Federico Fellini e Giulietta Masina. Mezzo secolo sempre insieme, nella vita e sul set, per i due innamorati celebri uniti nelle loro infinite diversità

Federico ha 22 anni, Giulia 21. Lui riminese, lei di San Giorgio di Piano, un paesino di ottomila anime in provincia di Bologna. S’incontrano, per destino o per caso, tra i corridoi della Rai, che nel 1942 si chiama ancora Eiar. A Giulia, Federico non piace tanto: « Sembra un fachiro, somiglia a Gandhi. È tutt’occhi, occhi profondi, inquieti, indagatori». Per lui, invece, è il classico colpo di fulmine: «È un peperino piccolo piccolo, mi piace tanto, mi fa tanto ridere». Nel giro di pochi mesi i due diventano inseparabili. Si sposano il 30 ottobre del 1943, Federico ignora la chiamata della leva militare per fare sua per sempre Giulia, con una cerimonia sobria celebrata in casa. Da quel momento Giulia Anna Masina diventa Giulietta e tra i due nasce un sodalizio artistico e amoroso che li accompagnerà sino alla morte. Federico in pochi anni fa esplodere il suo estro d’artista e diventa Federico Fellini, il più celebrato e osannato cineasta italiano.

Le notti di Cabiria, La strada, Giulietta degli spiriti, La dolce vita sono solo alcuni dei film del maestro riminese, e quasi sempre nel cast c’è la sua piccola compagna, ispirazione costante della sua fantasia: «Giulietta mi è parsa subito una misteriosa persona che richiamava una mia nostalgia di innocenza. Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze la cui chiave è Giulietta. Mi prende per mano e mi porta in zone dove da solo non sarei mai arrivato». Nel 1945 i signori Fellini diventano genitori del piccolo Pier Federico, ma il loro unico erede morirà trentatrè giorni dopo. Molti anni dopo Giulietta affermerà: «Non aver avuto figli ci ha fatto diventare figlio e figlia dell’altro, così ha voluto il destino». Le loro differenze caratteriali, lui così schivo e di poche parole, lei costantemente entusiasta della vita, e quelle della quotidianità, lei fumatrice incallita, lui impetuoso spalancatore di finestre, non gli impedirono di rimanere insieme sino alla fine, che sopraggiunse quasi in contemporanea. Federico Fellini morì il 31 ottobre del 1993 in seguito alle complicazioni di un ictus, Giulietta Masina il 23 marzo 1994, cinque mesi dopo, distrutta da un tumore ai polmoni.

 

Nel mezzo cinquant’anni di vita insieme, tra successi, momenti d’incertezza e depressione, tra le bestemmie di Fellini e la devozione religiosa della Masina “tutta casa e chiesa”. Il difetto più grande di Federico, semmai, Giulietta l’ha digerito in silenzio. Il regista di Amarcord non sapeva stare lontano dalle donne, quelle femmine giunoniche che amava rappresentare sul grande schermo, così lontane dalla figura esile di sua moglie. Per trentasei anni tra i due sposi ci fu la presenza costante, poco ingombrante e mai dichiarata, della farmacista Anna Giovannini, dal maestro ribattezzata Paciocca. Non fu l’unica, probabilmente, ma delle altre non si disse mai nulla pubblicamente sino alla morte di Giulietta. Donne belle, bellissime, ma che furono con Fellini solo il tempo di un bacio o di una notte, che non avrebbero mai potuto sostituire la “sua” Giulietta: «Il nostro primo incontro io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno in cui ho visto Giulietta per la prima volta». La musa che ha ispirato i suoi capolavori e a cui, davanti a una platea in standing ovation che lo applaude, da vero marito devoto dedicherà l’Oscar alla carriera nel 1993, sorridendole dal palco e urlandole: «Giulietta please stop crying!».
 

Twitter: @paoladant