Eutanasia

Il problema dell’eutanasia esiste

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Morti viventi
“Il problema dell’eutanasia esiste… Ci sono inchieste, sondaggi d’opinione… E c’è un migliaio di famiglie distrutte dalla penosa presenza di questi morti-viventi”.
Umberto Veronesi, ministro della Sanità, La Repubblica, 18 giugno 2000

Testamento biologico
Francesco Carella, Verdi, presidente della Commissione Sanità del Senato il 13 luglio scorso, insieme a Luigi Manconi e Pettinato, ha presentato sul tema 3 disegni di legge in Parlamento: “Si tratta di proposte che rispettano le libertà individuali del malato che può scegliere autonomamente di terminare la propria vita e non sottoporsi all’accanimento terapeutico. Anche in vita il cittadino può decidere a quali trattamenti sottoporsi o delegare a una persona di fiducia quando non è più in grado di esprimere la propria volontà. Una sorta di testamento biologico che prevede la possibilità di decidere come terminare la propria vita”.
www.rainews24.rai.it, 12 luglio 2000

Appelli al buon cuore
“Se fossi olandese, oggi mi sentirei molto, ma molto orgoglioso. Questo Paese sta dando prova di grande civiltà”. Al contrario, l’Italia resta: “un paese di bacchettoni e di vigliacchi dove credo che la battaglia sul piano legale e dei principi sia perduta in partenza. Mi appello al buon cuore e alla saggezza dei medici… per morire da uomini, non da rottami”.
Indro Montanelli, La Stampa, 30 novembre 2000

Rallegramenti e congratulazioni
“L’eutanasia è un atto di grande civiltà e umanità, consente a chi è gravemente malato di affrontare la morte con l’assistenza medica necessaria. L’uomo ha diritto di disporre della sua vita. L’Italia seguirà l’Olanda anche se è un paese cattolico. Del resto ha già votato a favore dell’aborto e del divorzio. E di questo mi rallegro”.
Lucio Colletti, CorSera, 30 novembre 2000

Disfacimenti della personalità
“Per l’eutanasia, il rischio di possibili crimini c’è, ma sarebbe incomparabile rispetto all’enormità del dolore e dell’orrore del disfarsi della personalità”.
Oreste Del Buono, La Stampa, 5 novembre 2000

Ulivismi
“L’eutanasia? Una questione di pari opportunità”
Laura Balbo, ministro per le Pari opportunità, L’Unità, 17 febbraio 2000

Sigilli torinesi
Il Consiglio Comunale di Torino, in materia di “eutanasia passiva – eutanasia attiva – assistenza al suicidio ed umanizzazione della morte… ritiene che si debba escludere dal concetto di omicidio la possibilità del suicidio assistito e dell’eutanasia attiva, così come l’art. 5 del Codice civile che escludeva ogni diritto all’automutilazione è stato parzialmente superato dalla legittimazione del trapianto da vivente, dalle pratiche di sterilizzazione volontaria e dalle disposizioni del proprio corpo per mutilazioni minori di tipo estetico; che il Governo, il Parlamento, le Regioni dovrebbero intervenire con atti legislativi adeguati a favorire nell’ambito del principio di autodeterminazione la previsione di tutti gli strumenti necessari per tutelare sempre la dignità del paziente ed in particolare del morente, con il rispetto della sua volontà e nello spirito di un atteggiamento di fronte alla morte che preveda nuove responsabilità della società e della medicina”.
Mozione approvata dal Consiglio Comunale di Torino (i partiti della Casa della libertà hanno votato contro) il 19 giugno 2000

Manifesti
“Eutanasia vuol dire buona morte, pressappoco. Bisogna essere molto cattivi, impietosi verso gli altri e verso se stessi, per vedere in questa eventualità la coda del diavolo e nella lunga agonia di un malato terminale la misericordia divina. Noi saremo l’ultimo paese al mondo a seguire l’esempio olandese perché il Papa romano, anticipato dai giornali del clero, scaglierà i suoi anatemi e ne farà occasione di scontro ideologico e politico e magari elettorale. L’eutanasia è un concetto semplice e di valore e di significato molto umano, se è rivolto contro la sofferenza e vuol restituire alla morte una nobiltà e una dignità (una estrema unzione laica)”.
Luigi Pintor, Il Manifesto, 30 novembre 2000

Dottori 1
“Se si osservano questi malati si potrebbe vedere che non esiste in loro alcuna volontà. Eppure bisogna tener presente che un tempo erano soggetti sani, dotati di una propria volontà. Ed è proprio la loro volontà di un tempo che deve essere posta a fondamento della decisione se si debba o meno sostenere per questi casi l’idea dell’eutanasia. Alla vista di queste creature nessun uomo sano esprimerebbe mai il desiderio di diventare come loro, una simile aberrazione dell’essere umano. E ciò che desideriamo per noi stessi è lo stesso desiderio, credo, delle persone che un tempo erano sane e che ora sono malate. Si può dunque senza ombra di dubbio pensare che, se il malato fosse consapevole dello stato in cui si trova, chiederebbe egli stesso di abbreviarne la durata. Da ciò traggo il dovere di aiutare queste persone a porre fine la loro condizione di mortificazione e di sofferenza”.
Dottor Viktor Brack, direttore del programma per l’eutanasia infantile e degli adulti affetti da “malattie mentali incurabili” per conto di Adolf Hitler e del governo nazista, 1939

Dottori 2
Popolazione umana attuale: 6miliardi111milioni…(aggiornamenti statistici in tempo reale realizzati dai curatori di questo sito pro-eutanasia ndr). Suicidi assistiti dal dottor Jack Kevorkian (medico del Michigan, soprannominato “dottor morte”, simbolo del movimento internazionale pro-eutanasia ndr): 127
www.churchofeuthanasia.org, alla data del 1.12.2000

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