Eutanasia, appello dei medici belgi: «Sta portando alla banalizzazione della morte»

Il Belgio vuole estendere l’eutanasia anche ai bambini. L’allarme dei medici: «La nozione di qualità della vita è estremamente soggettiva»

«Avevamo predetto che la legge sull’eutanasia del maggio 2002 ci avrebbe portato alla rovina, facendoci rinunciare al comandamento “Non uccidere”. Ora ne abbiamo la conferma: l’opinione pubblica e i responsabili della politica, con la collaborazione dei media, vogliono estendere la legge sull’eutanasia ai minori e alle persone dementi». Comincia così il comunicato della Società medica belga di San Luca sulla proposta di estensione della legge sull’eutanasia allo studio nel Parlamento belga.

EUTANASIA PER I MINORI. In Belgio l’eutanasia è legale da dieci anni. Oggi solo persone maggiorenni possono farne richiesta, ma se la legge sarà modificata come sembra anche un minore, «se reputato in grado di giudicare ragionevolmente nei suoi interessi», potrà richiedere l’eutanasia. Se ha meno di 16 anni, è necessaria l’autorizzazione dei genitori. Se ha già compiuto i 16 anni, è obbligatorio avere il parere dei genitori, che però non è vincolante.

INTERPRETAZIONE MOLLE. In dieci anni di applicazione della legge, fa notare l’appello della Società medica temendo gli abusi, «neanche un caso è stato ritenuto non conforme alla esigenze della legge». Questo non perché non siano avvenuti casi in teoria illegali «ma a causa di una interpretazione molle della legge». «Se un ragazzo con un diabete di tipo 1 si trovasse un domani a pensare che la qualità della sua vita è diventata insufficiente», scrivono i medici, con le modifiche alla legge potrebbe richiedere l’eutanasia. Sarebbe sufficiente affermare che la sofferenza causata dall’essere malato è diventata «insopportabile», nient’altro.

MORTE BANALIZZATA. «La nozione di qualità della vita – denunciano i medici – è estremamente soggettiva» e la legge sull’eutanasia in Belgio sta portando alla «banalizzazione della morte». Parole confermate da un fervido sostenitore dell’eutanasia belga come  Dominique Biarent, capo della terapia intensiva all’Ospedale universitario per minori Queen Fabiola di Bruxelles, che ha dichiarato all’Afp: «L’eutanasia viene già portata a termine anche su pazienti più giovani dei 18 anni, lo sanno tutti. Per questo bisogna affrontare la realtà, i dottori hanno bisogno di un quadro legale per agire».

EUTANASIA FUORI CONTROLLO. In Belgio l’eutanasia, introdotta nel 2002 solo per pochi casi estremi, è del tutto fuori controllo. I casi sono quintuplicati e le maglie della legge vengono continuamente allargate senza però che il testo della legge sia modificato. Oggi, dopo 11 anni, le morti sono aumentate in modo esponenziale e l’eutanasia è stata estesa così tanto che due fratelli gemelli sono stati uccisi perché temevano di diventare ciechi. Anche chi soffre in modo “insopportabile” può richiedere l’eutanasia e siccome per i due fratelli la nuova condizione sarebbe stata un “dolore insopportabile”, e poiché la sofferenza è stata definita criterio soggettivo, è stato permesso loro di morire.

L’OLANDA FA STORIA. Tre studi recenti hanno dimostrato che il 32% di tutti i casi di eutanasia sono stati portati a termine senza l’esplicita (e per legge necessaria) richiesta del paziente; che il 47% di tutti i casi di eutanasia non sono stati riportati e che anche le infermiere hanno somministrato la “cura” ai pazienti, mentre la legge prescrive che a farlo debbano essere solo i medici. Nonostante questo, nessun dottore è mai stato perseguito in questi anni.