europinioni 21/99

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Gli americani vogliono l’Albania: parola di Mosca Spigolando fra i fogli della stampa russa, ci è capitato di imbatterci in una sintetica analisi dell’intervento Nato nei Balcani che ha il pregio dell’originalità. Argumenty i Fakty è un settimanale popolare di grande tiratura, dove tutti i pezzi sono presentati come risposte a lettere di lettori. Nella rubrica “paesi e gente” una certa Elena Suskareva domanda che venga spiegato chiaramente perché la Nato si è immischiata nelle vicende della ex Jugoslavia, e la sorprendente risposta è la seguente: “Per quanto possa sembrare strano, il “centro di gravità” degli interessi americani è prima di tutto l’Albania. Portando là i combattimenti col nobile pretesto di difendere i kosovari di etnia albanese, gli Usa e i loro alleati hanno preso sotto il loro controllo il paese, che fin dai tempi antichi era chiamato “la chiave per l’Adriatico”. Per questa “chiave” hanno combattuto, sin dall’antichità, romani, turchi, veneziani e tedeschi. L’importanza del-l’Albania è stata compresa molto bene da Mussolini e Hitler, Stalin e Kruscev, Roosevelt e Churchill. Il defunto presidente della Jugoslavia Tito ha tentato di “addomesticarla” gradatamente permettendo agli albanesi di stabilirsi in Kosovo. Ma i suoi eredi non hanno compreso le trame del loro grande predecessore”. “Per la sua posizione strategica al centro dell’Europa questa nazione è paragonabile all’Afghanistan, situato nel centro dell’Asia. Ma se l’Urss ha tentato di impadronirsi del centro dell’Asia con la forza, nei confronti dell’Albania gli Usa hanno adottato le carezze. E questo metodo ha avuto pieno successo”.

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