L’eurodeputata che ha sconfitto l’Europa abortista: «È quasi un miracolo, ma la battaglia continua»

Anna Zaborska, europarlamentare popolare slovacca, ha fatto rinviare in Commissione la risoluzione che dichiara l’aborto un diritto umano: «È la loro solita tattica»

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«Sono sorpresa, direi che è quasi un miracolo. Sarò che forse oggi è la giornata in cui divenne papa Giovanni Paolo II, forse ci ha dato una mano». Anna Zaborska, eurodeputata popolare slovacca, è tra i principali fautori della vittoria in Parlamento Europeo, che ieri ha rinviato in Commissione la risoluzione a favore dell’aborto come diritto umano e dell’educazione omosessuale dei bambini.

NON ESISTE DIRITTO ALL’ABORTO. In un’intervista ad Avvenire, Zaborska si professa soddisfatta: «È un’ottima notizia, perché di solito su queste questioni vince sempre l’altra parte e anche loro credo siano rimasti stupiti». L’eurodeputata spiega che molti che erano a favore della risoluzione, si sono poi schierati contro. «Al di là dei principi etici, è chiaro che la risoluzione lede le competenze degli Stati nazionali, ed è chiaro che nessun trattato internazionale sancisce il diritto all’aborto».

«VOGLIONO RIPRESENTARE IL TESTO». Il testo però potrebbe ancora tornare in Parlamento «anche se noi certamente ci impegneremo per cercare di allungare i tempi» fino alle elezioni europee, che cambierebbero tutto e affosserebbero la risoluzione. «Ma i sostenitori di quel testo sono molto agguerriti, hanno detto che il testo sarà ripresentato identico. E non è escluso che alla fine passi visto che comunque socialisti, verdi, liberali e sinistra unitaria hanno la maggioranza».

LA STRATEGIA EUROPEA. Anche se la risoluzione non avrebbe imposto agli Stati membri di legiferare in base al testo, secondo Zaborska fa tutto parte di un piano consolidato: «È una strategia classica: il battage costante a colpi di risoluzioni, che però impressionano l’opinione pubblica che non sempre sa che si tratta di testi non vincolanti, facendo così pressione sui parlamenti nazionali. E non di rado, poi, anche la Commissione Europea decide di farsi “ispirare” per vere e proprie proposte di direttive. Per questo bisogna stare all’erta e continuare la battaglia».

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