«Eugenio Corti, amico e uomo di grande coraggio»

Il messaggio inviato da monsignor Luigi Negri agli organizzatori del convegno tenutosi oggi alla Camera sulla figura del romanziere brianzolo

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home-eugenio-corti1Si è svolto oggi alla Camera dei deputati l’incontro “L’eredità lasciata dai padri. Eugenio Corti: un maestro per i nostri giorni” promosso dal Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”. Pubblichiamo il messaggio inviato da monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Abate di Pomposa, agli organizzatori e ai presenti per ricordare il grande scrittore e “indimenticabile amico di una vita”.

Carissimi amici,
un improvviso ed indilazionabile impegno diocesano mi costringe a non partecipare a questo importantissimo momento. Eugenio Corti è stato per me un grande maestro, maestro di fede e di cultura per la Sua indomabile testimonianza di presenza nelle vicende culturali, sociali e politiche del nostro tempo. Il Cavallo Rosso è un affresco di straordinaria potenza dell’impegno – o del disimpegno – della presenza cristiana in questo secolo XX in cui da un lato l’umanità ha raccolto i frutti tremendi dell’antropologia ateistica ed anticristiana, dall’altro ha individuato nuovi spazi di dialogo con l’Uomo ed il mondo contemporaneo.

È stato un uomo di grande coraggio. Ricordo con grande nostalgia il mio primo incontro con Lui, quando ci trovammo a raccogliere insieme quel che rimaneva della presenza cristiana laicale in vista dei referendum sul divorzio e sull’aborto. La Sua testimonianza di singolare semplicità, profondità e letizia è stata per me in questi anni – ed in modo specialissimo in questi dieci di episcopato – quella eredità preziosa che via via è diventata sempre più una protezione nei momenti più difficili e faticose della mia vita.

A Lui, indimenticabile amico di una vita, la mia gratitudine. A noi la responsabilità di una memoria vera che diventi gratitudine ed impegno. Benedico tutti di cuore.

Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Abate di Pomposa

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