Elogio sperticato di Masha e Orso (e no, non farà diventare i vostri figli putiniani)

Una modesta lezione agli espertoni di intelligence del Times che guardano qualunque cosa in tv e vedono solo propaganda russa

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Masha e Orso

Uno strumento soft power del Cremlino. Chissà che problema hanno il Times e chi ha avuto l’idea di scomodare il professor Anthony Glees, mega esperto di sicurezza e intelligence dell’università di Buckingham, affinché riportasse il suo pensiero su Masha e Orso. «Masha è vivace, persino cattivella. Ma anche coraggiosa, audace. Esprime una potenza maggiore della sua corporatura piccola e leggera. Si prende troppe responsabilità, non è esagerato dire che si comporta come Putin», è la diagnosi dell’accademico.

Non solo, il quotidiano britannico insiste su un episodio del popolare cartone, “Vietato passare”, già messo all’indice da Estonia, Lettonia e Ucraina, che avevano chiesto la sospensione del cartone in quanto pericolosa arma di propaganda della Russia di Putin. Nella puntata incriminata la piccola Masha difende un campo di carote dalle incursioni di un coniglietto con un retino per le farfalle in spalla e un berretto che ricorda quello delle guardie del servizio federale di sicurezza: apriti cielo, per Times e compagni l’episodio rappresenta la difesa dei confini russi e scoppia il caso diplomatico.

IRONIA E SGOMENTO

«Il Times oggi ha sollevato una questione importante: come si potrà salvare la Gran Bretagna da Masha e Orso?», twitta sarcastica l’ambasciata russa a Londra. «Aprendo un centro di eccellenza anti-cartoni nel Baltico? Iscrivendo tutti gli autori di cartoni animati russi nella lista delle sanzioni dell’Ue? È chiaro che è necessaria una strategia decisa e molto costosa!». Intanto il servizio stampa dello studio Animaccord, creatore della serie, si vede costretto a sottolineare sgomento che Masha e Orso è un progetto indipendente che non ha ricevuto finanziamenti governativi.

ORSO È LA MADRE RUSSIA

I giornali hanno fatto il loro lavoro notiziando questa baggianata, ricordando che da quando è stato creato nel 2009, nello studio russo Animaccord, il cartone animato Masha e Orso è diventato il più amato dai bambini di tutto il mondo (vanta oltre 4 milioni di iscrizioni sul canale YouTube e 40 miliardi di spettatori in 25 lingue diverse sulle televisioni di oltre 100 paesi). E che le accuse dei media inglesi trovano sponda nelle parole di un altro accademico, questa volta il professore Priit Hobemagi, dell’università di Tallinn, che già l’anno scorso aveva sostenuto sul giornale finlandese Helsingin Sanomat che Orso simboleggiasse la Russia e che gli fosse stato conferito un carattere affettuoso e giocherellone per inculcare nei bambini un’immagine positiva della grande madre patria («russofobia patologica», aveva commentato il Cremlino).

«MAMMA, RIPRENDIAMOCI L’ESTONIA»

Alzi la mano chi ha un bambino che al termine di Masha e Orso ha esclamato «Mamma, dobbiamo riprenderci l’Estonia!». O che brandendo una carota abbia richiesto per Natale un reattore nucleare miniaturizzato lego o un nuovo Icbm ipersonico non balistico in grado di sfuggire ai sistemi di intercettazione statunitensi. Chi di noi del resto guardando Holly tirare palle cannone da 36 metri in porta a dieci anni non ha riconosciuto un tentativo del Giappone di ricostituire il Patto tripartito? E che avrebbero detto gli accademici di Sampei che con un pezzetto di legno pescava cernie da 50 chili? E di Capitan America? E di Peppa Pig, ineguagliabile porcello liberista?

COMPLOTTISMO AUTOMATICO

Questa paranoia del gridare al complotto sta diventando scontata come la possibilità per chiunque di pilotare un aereo in un film di azione coordinato da una torre di controllo, l’uccisione del poliziotto onesto due ore prima che vada in pensione e la presenza di un condotto di ventilazione nel quale scappare strisciando sui gomiti da un pericoloso serial killer. Ma le carote, signori, che c’entrano le carote? Qui si potrebbe fare l’esegesi della storia di Masha e Orso, ricordare che la favola del folclore russo che ispira la serie animata racconta di una bambina che finisce per diventare la sguattera di un orso cattivo e che grazie a uno stratagemma riesce a tornare a casa, che nel cartone invece è orso che le mostra sempre la via di casa, che la grafica in 3D ha dato la polvere a Peppa Pig e blàblà.

L’ESTONIA DORMA TRANQUILLA

Invece abbiamo un master in Masha e Orso e a beneficio di una informazione che non vuol dirsi altera, avara e ultraleggera vogliamo sperticatamente elogiare quella bambina che pulisce casa da sola bullizzando tutti gli animali del suo cortile, pescando il pesciolino d’oro di Puskin, terrorizzando due lupi sgangheratissimi, che si nutre di uno strano slaimer color big babol, e rompe le balle vita natural durante a un intero bosco. E del santo orso che lavorava in un circo e ora passa il tempo a bere tè, piantare semi, inventare aeroplani, fare le parole crociate, adottare pinguini, fare la corte a un’orsa con l’ombrellino che non se lo fila, ma soprattutto a riparare i danni della piccola Masha, tetto, casa, motoslitte, staccionate. Ed è amicissimo del coniglio mangiacarote.

Sì, l’invasore dei confini russi, è lui che sorveglia e aiuta la piccola Putin quando si ficca nei guai: coniglio. Guardare Masha e Orso ci ha fatto passare la voglia di mangiarcelo e questa, per estoni, lettoni e ucraini dovrebbe essere una buona notizia.

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