Egitto, nel primo giorno di referendum scontri tra polizia e Fratelli Musulmani. 8 morti

Caos durante il referendum costituzionale in corso. Al Cairo e ad Alessandria le proteste più forti, con studenti che incendiavano copertoni e manifestanti pro-Morsi che sparavano. La polizia ha risposto al fuoco

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Si sono verificati scontri durante le votazioni per il referendum costituzionale, in corso oggi in Egitto: nel distretto di Nasr City al Cairo e ad Alessandria si sono fronteggiati le forze dell’ordine e i sostenitori dell’ex presidente Mohammed Morsi. In particolare al Cairo gli studenti vicini ai Fratelli Musulmani hanno dato fuoco a copertoni delle auto e hanno bloccato una strada vicino all’ateneo sunnita al-Azhar a Nasr City. A quel punto, di fronte agli studenti che inneggiavano slogan contro la polizia e l’esercito, le forze di sicurezza hanno proceduto all’arresto di alcuni manifestanti, e hanno disperso gli altri. Ad Alessandria i sostenitori di Morsi hanno manifestato in piazza per boicottare il referendum sulla Costituzione, ma anche in questo caso sono stati dispersi. La peggiore delle manifestazioni si è avuta poco dopo a sud del Cairo e a Sohag nell’alto Egitto: in entrambi i posti si contano complessivamente 8 vittime.

MORTI. A Beni Suef, a sud della capitale, durante un’altra protesta dei Fratelli Musulmani, uno dei manifestanti è stato ferito a morte, alla testa, ma non è noto da dove provenisse il proiettile: si sa solo che l’uomo con un gruppo di un centinaio di persone stava cercando di dare l’assalto ad un seggio elettorale. Altri sei dimostranti sono stati uccisi durante una manifestazione a Sohag, e l’ottava vittima è stata uccisa a Giza. Nelle altre città dell’Egitto sono in corso altre manifestazioni dei Fratelli Musulmani, ma il numero dei partecipanti è molto ridotto.

MILITARI CON L’ORDINE DI SPARARE. Dopo questi scontri, il ministero dell’Interno ha disposto reparti di intervento rapido in tutti i governatorati egiziani dove sono in corso le consultazioni, per garantire la sicurezza delle operazioni di voto ma i militari, secondo un comunicato diffuso dallo stesso ministero alle tv, hanno “l’ordine di sparare a chiunque provi ad aggredire gli elettori”. La polizia ha spiegato di aver aperto il fuoco contro circa 300 dimostranti pro-Morsi, ma solo dopo che questi ultimi avevano a loro volta colpito le forze dell’ordine, sparando da alcuni tetti.

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