Cristiani e liberali lasciano l’Assemblea costituente: «Vogliono un Egitto islamico come l’Arabia Saudita»

Questa settimana un terzo dell’Assemblea costituente egiziana ha abbandonato i lavori: «L’Assemblea sta lavorando per costruire uno Stato islamista e non uno Stato di unità nazionale».

L’Assemblea costituente egiziana è oltremodo dominata dalle forze islamiste che vogliono trasformare l’Egitto in uno Stato islamico: con questa motivazione nell’ultima settimana il 30 per cento dei rappresentanti ha deciso di abbandonare i lavori. Il presidente dell’Assemblea, Hossam El-Ghiryani, è stato anche accusato di «accelerare il processo per terminare la Costituzione sacrificando il necessario dibattito» tra i componenti.

«PERSA OGNI SPERANZA». La scorsa settimana 25 liberali avevano annunciato che avrebbero lasciato l’aula, gesto che hanno compiuto ieri perché «abbiamo perso ogni speranza che la Costituzione ottenga il consenso di tutte le forze politiche o rifletta le aspirazioni dell’Egitto a costruire una valida democrazia civile». Il gesto dei liberali è seguito a quello dei rappresentanti della Chiesa ortodossa egiziana, cattolica e anglicana che il 17 novembre hanno abbandonato i lavori perché «l’Assemblea sta lavorando per costruire uno Stato islamista e non uno Stato di unità nazionale».

«EGTITO COME L’ARABIA SAUDITA». I cristiani, che si lamentano da mesi della composizione troppo islamista dell’Assemblea, hanno abbandonato l’aula dopo un fatto eclatante. I membri dell’Assemblea hanno raggiunto settimane fa un accordo sull’articolo 2, che prevede «i principi della legge islamica come maggiore fonte della legislazione». I salafiti questa settimana hanno fatto pressione sui Fratelli Musulmani per fare approvare l’articolo 220, «che attesta che questi principi devono essere governati dal Corano, dal Hadith [che raccoglie detti e tradizioni su Maometto] e dalle quattro scuole di giurisprudenza islamica». Questo viola l’accordo secondo cui i principi generali della legge islamica possono essere interpretati solo dalla Alta Corte costituzionale, ritenuta moderata. Secondo Wahid Abdel-Meguid, ex portavoce dell’Assemblea costituente che ha abbandonato i lavori, «l’articolo 220 apre le porte alla formazione di uno Stato simile all’Arabia Saudita, dove la polizia deve imporre la virtù e la prevenzione del vizio».

ASSEMBLEA ILLEGALE? Con il 30 per cento dei rappresentanti che hanno lasciato l’Assemblea, la conclusione della Costituzione è a rischio dal momento che per approvare un articolo servono almeno 67 voti su 100. Una volta terminata la stesura della Carta, questa dovrà essere approvata con un referendum dalla popolazione. Tutto il lavoro svolto finora, però, potrebbe essere vanificato perché la Corte suprema deve decidere se dichiarare l’Assemblea illegale, dal momento che è stata nominata da un Parlamento poi dichiarato dalla stessa Corte illegale. Ma se la Costituzione verrà approvata tramite referendum prima della decisione della Corte, la Carta sarà valida a prescindere dal verdetto dei giudici ed è per questo che i Fratelli Musulmani stanno cercando di accelerare l’ultimazione dei lavori.