Egitto, centinaia di islamici incitati a distruggere case, chiese e negozi dei copti. Cinque cristiani costretti alla fuga

È successo sabato a Zakaria, Minya, dopo che una famiglia musulmana ha accusato un cristiano di avere una relazione illecita con una donna islamica

«L’estrema tensione nel villaggio di Zakaria si sta estendendo ai villaggi vicini e potrebbe dare vita a una nuova ondata di violenze contro i cristiani copti». Le parole di Anba Makarios, vescovo di Minya, uno dei governatorati dell’Egitto più colpiti dalle violenze anti-cristiane dei Fratelli Musulmani, descrivono quanto sia instabile la situazione dopo l’ultimo scontro tra comunità cristiana e islamica locale.

RELAZIONE ILLECITA. Sabato scorso, riferisce l’agenzia Aina, gli altoparlanti delle moschee hanno incitato tutti i musulmani a bruciare case, chiese e negozi della comunità cristiana. I dissidi sono cominciati quando una famiglia islamica di Zakaria ha accusato il cristiano Kirollos Sabet, 22 anni, di avere una relazione illecita con una donna musulmana, anche lei di 22 anni.

LA “RICONCILIAZIONE”. Dopo le accuse decine di islamici hanno fatto irruzione nella casa di Sabet e nel negozio della sua famiglia rubando e distruggendo le loro proprietà. Le forze di sicurezza hanno cercato di riportare l’ordine, senza però riuscirci. L’intervento del sindaco ha permesso un incontro di riconciliazione tra i leader musulmani della zona e le famiglie cristiane. Durante il colloquio si è deciso che Sabet dovesse pagare 300 mila lire egiziane e la donna 150 mila, visto che era consenziente. Dal momento che la donna è di famiglia povera, anche la sua multa è stata trasferita a carico del cristiano. Quando Sabet e la sua famiglia hanno protestato contro la decisione, è stata decisa l’espulsione dal villaggio dell’uomo insieme ai suoi cinque fratelli.

VIOLENZE CONTRO I CRISTIANI. L’espulsione della famiglia copta non ha calmato le acque: decine di musulmani hanno attaccato i cristiani, scagliando pietre contro le loro case e i loro negozi. Secondo il vescovo di Minya la situazione resta tesa e altre violenze potrebbero verificarsi nei prossimi giorni.