E se Marchionne diventasse un operaio di Mirafiori? Spopola il reality Undercover Boss

E’ un reality show in onda sulla Cbs campione di ascolti (35 milioni di media) in cui i dirigenti, travestiti da operai, passano sette giorni dall’altra parte della barricata, passando in rassegna i vari settori della loro attività aziendale. Larry O’Donnell, presidente dell’azienda di smaltimento di rifiuti Waste Management, nella sua settimana viene addirittura licenziato

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Si fingono impiegati alle primissime armi, ma in realtà sono grandi capitani d’azienda. Per una settimana vengono seguiti dalle telecamere, che ufficialmente sono lì per girare un documentario, ma in realtà realizzano un reality show in cui i dirigenti, travestiti da operai, passano sette giorni dall’altra parte della barricata, passando in rassegna i vari settori della loro attività aziendale, spesso in una posizione diversa giorno per giorno, esposti a situazioni spesso difficili e dai risvolti involontariamente comici. Al termine dell’esperimento i padroni rivelano la loro identità, premiano i dipendenti operosi, e magari, alla luce dell’esperienza, finiscono per rivedere le condizioni di lavoro.

Si chiama Undercover Boss (“Il padrone in incognito”), va in onda sul network Cbs
ed è il programma più visto negli States dopo American Idol, con un ascolto medio di 35 milioni di persone. Il concept si intuisce dall’intro: «L’economia attraversa un periodo difficilissimo. Molti americani accusano i ricchi capitani d’industria di avere perso il senso di quello che accade tra la gente normale. Ma alcuni di questi capi sono disposti a tutto pur di migliorare la situazione».

Qualche esempio? Dan Rife, proprietario della catena di fast food White Castle, brucia 4.800 panini mettendoli nella macchina sbagliata, e subito dopo ascolta uno degli impiegati confessargli di andare al lavoro ogni mattina con la paura di essere licenzato. Larry O’Donnell (presidente dell’azienda di smaltimento di rifiuti Waste Management) nella sua settimana da operaio scopre che le regole di produttività da lui imposte non danno ai lavoratori neppure il tempo di andare in bagno, dato che una sua impiegata è costretta a urinare in una tazza. O’Donnell viene addirittura licenziato da un suo dipendente per non essere capace di raccogliere abbastanza rapidamente la spazzatura.
 
Joe DiPinto, presidente della catena 7-Eleven, incontra un suo impiegato costretto a lavorare a ritmi tanto serrati che vede la moglie solo nei weekend.
Mentre Bill Carstanjen, amministratore dell’azienda proprietaria di ippodromi Churchill Downs, deve faticare per stare dietro a Denise, una sua dipendente che fa le pulizie per uno stipendio di 8 dollari l’ora. La Cbs ha già commissionato una seconda stagione dello show e non è detto che non arrivi anche sul piccolo schermo italiano: per ora è presente in Danimarca, Spagna, Turchia, Svezia, Norvegia, Olanda e Israele. Come se la caverebbe Marchionne?

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