Due marò italiani arrestati in India per omicidio. «Godono dell’immunità»

Stavano svolgendo azioni antipirateria sulla petroliera Enrica Lexie. Un peschereccio al largo dello Stato del Kerala si sarebbe avvicinato e dopo un avvertimento, due pescatori sarebbero stati colpiti da proiettili sparati dai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le autorità italiane si sono attivate per liberare i due militari, in stato di fermo.

“Affare di Stato. con la «presa in custodia» di due militari italiani da parte delle autorità locali a Kochi, questo è irreversibilmente ormai diventato il caso dei due pesatori indiani morti a bordo del St. Antony, un peschereccio che, secondo la versione più diffusa nel paese delle vittime, sarebbe stato raggiunto mercoledì scorso da colpi d’arma da fuoco. A sparare i proiettili, stando alle accuse, sarebbero stati i marò del reggimento San Marco in servizio antipirateria sulla petroliera Enrica Lexie e ieri due dei sei della squadra in divisa imbarcata, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono stati trattenuti in una condizione che in India l’informazione definisce arresto e le fonti italiane si sono preoccupate di descrivere, almeno fino a ieri sera, più come fermo che detenzione vera e propria” (Corriere p. 2).

Il fatto è avvenuto in acque internazionali. “Gli italiani sostengono di aver sparato 20 colpi, in aria e in mare, per dissuadere dall’avvicinarsi alla petroliera una barca che in acque spesso battute da pirati non rispettava i segnali affinché stesse alla larga. Una versione indiana è che il peschereccio sarebbe stato raggiunto da 60 proiettili. Assistiti dal console generale a Mumbai Giampaolo Cutillo, gli italiani lamentano che sui pescatori, Gelastine, 45 anni, e Ajesh Binki, 25, non sono state eseguite autopsie per capire da quali colpi sono stati uccisi”. (Corriere, p. 2).

“«Il governo italiano ritiene sia competente la magistratura italiana, essendo i fatti avvenuti in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana» ha affermato in una nota la Farnesina ricordando che a regolare la presenza di militari sui mercantili è una «legge italiana che risponde anche alle esigenze delle risoluzioni dell’Onu» sulla pirateria. «I militari sono organi dello Stato italiano» e «godono dell’immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati straneri» è stato il perno del comunicato che ha attribuito «atti unilaterali» alla polizia. Questo hanno detto a propri colleghi i funzionari inviati a New Delhi. Risultato: «La riunione non ha permesso di raggiungere una posizione condivisa»” (Corriere, p. 2).