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“Dostoevskij”, un’autentica discesa nel fondo dell’inferno

Di Simone Fortunato
09 Febbraio 2025
Folgorazione in tv. Forza delle immagini e ispirazione pasoliniana nella miniserie thriller dei fratelli D’Innocenzo
Filippo Timi e Carlotta Gamba in
Filippo Timi e Carlotta Gamba in "Dostoevskij", la miniserie dei fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo per Sky

Sono rimasto folgorato dalla miniserie dei fratelli D’Innocenzo, Dostoevskij, che da qualche settimana trovate su Sky. Ne avevo visto una versione ridotta per il cinema e non mi aveva tanto impressionato. Mi pareva un esercizio di stile, vagamente pasoliniano, non diverso dai film precedenti dei due fratelli romani, America Latina e soprattutto Favolacce, che avevo trovato anche un po’ irritante nell’esibire un malessere della provincia italiana. Dostoevskij è una cosa diversa. Intanto perché è una miniserie completamente differente da tutte le altre: non ha praticamente una trama, è disperatissima, cupa, deprimente; un personaggio (un grandissimo Filippo Timi) che è protagonista e antagonista al tempo stesso. In più, è una miniserie che sovverte le regole del genere, ovvero il thriller classico con il detective che si mette sulle tracce di un serial killer. Dostoevskij: mai un raggio di luce Ma andiamo con ordine: la storia è di quelle che normalmente si vedono dalle parti del thrille...

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