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Dossier – Dimenticate gli stucchi e putti, il Barocco mette radici nei bassifondi
Sampietrini, fontane e facciate, da Piazza del Popolo a Piazza Navona, dagli Ortacci a Tor di Nona, chissà quanti rocamboleschi momenti di vita di strada potrebbero raccontarci, se solo avessero le parole. E non dovremmo affatto stupirci nel constatare che i protagonisti di certe risse e indecorose azioni non siano altro che coloro che chiamiamo maestri, di fronte ai quali faremmo senza alcun dubbio un inchino: Caravaggio e Cellini in primis, con le loro amanti, facili quanto la loro destrezza nel tirar fuori un pugnale, tra oscuri vicoli e le solite osterie perfette per alzare il gomito. E’ il mondo sciatto e miserabile del romano popolo, quello che ci racconta la mostra I bassifondi del Barocco, aperta presso l’Accademia di Francia a Roma, con sede a Villa Medici, fino al 18 gennaio 2015.

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