DOPING? RINGHIATE SULLA MUSSOLINI

Arriva un tale e mi dice: prego, qui c’è una siringa per farle un prelievo di sangue (il mio), però il prelievo è facoltativo. Allora al tale gli dico: se è facoltativo, sai cosa ci puoi fare con la siringa? Questo per affermare che mi sarei comportato come Gattuso: il prelievo ve lo fate voi. Non mi piace la morale pelosa di quelli che dicono: se non hai niente da nascondere perché rifiutarti? Perché è un mio diritto e me lo tengo stretto.
Il doping da qualche anno è diventato come la corruzione, un tema trattato da una ciurma di talebani che inseguono chi non s’adegua con forconi, torce e il cappio sempre pronto. Io non m’adeguo e penso che sul doping nel calcio si sia alzato un gran polverone, perché la faccenda fa notizia, fa parlare, fa audience. Sono convinto che i colpevoli vadano individuati (con certezza) e puniti, ma senza sconfinare nella caccia alle streghe.
Comunque ci sono altri settori della vita pubblica dove il doping deve essere sradicato con assoluta precedenza. I politici, ad esempio, sono sempre su di giri, più dei calciatori. Avete osservato attentamente la faccia di Alessandra Mussolini nel camper? Metteva paura, altro che Ringhio Gattuso.